Amatrice – Calma! La ricostruzione non può essere immediata. Soluzioni condivise

Calma! Non si urli a sproposito. Il terremoto ha distrutto caseggiati in più località, che vede Amatrice, al centro di questa ulte riore tragedia che conta, stima ancora provvisoria, 267 morti ed oltre 350 feriti. La  Protezione Civile e i volontari hanno fatto miracoli: salvati, con rara perizia, da sotto le macerie ben 216 persone. Dopo solo 48 ore, o poco più, c’è chi già parla di rico struzione negli stessi luoghi delle distruzioni e c’è chi, sostiene, che il nuovo, deve essere identico al vecchio anche se c’è da sperare, costruito con la normativa antisismica. Ma le famiglie rimaste senza il tetto devono ragionare e sapere che per riavere le loro case, ammesso che i soldi siano stanziati subito, passeranno almeno due anni… se non di più. A quelle quote,  con l’au tunno alle porte seguito da inverni molto rigidi, non sarà possibile fare i saggi del terreno, progettare, aprire i cantieri e dar il via ai lavori veri e pro pri. Bisogna essere chiari: chi ha subito il terremoto deve armarsi di pazienza, essere attenti e calcolare bene il tempo necessario per riordinare un territorio de vastato dal sisma. Occorre che Governo, Regioni e Comuni trovino con i  terremo tati la soluzione migliore. Case container come accaduto nelle Marche? Case in legno come L’Aquila? Trasferirsi altrove lasciando i luoghi dove sono nati? La soluzione dovrebbe essere trovata, tutti insieme, senza imposizioni. Ma i tempi non potranno essere rapidissimi. Nessuno, si crede opportuno dirlo, può solo im maginare di restare sotto le tende con tempe rature che, tra non molto, sfio reranno i – 8/ 10 gradi. Così come non è immaginabile continuare a restare nel Palasport, in una specie di bolgia. Alla tragedia non si aggiunga l’irrazionalità come accaduto, in più circostanze all’Aquila, dove più auto rità, gettavano benzina sul fuoco per alimentare, la rabbia popolare, per una ricostruzione che riguardava un grande museo all’aperto. Gli abitanti colpiti dal sisma devono fare blocco per otte nere i finanziamenti, possibilmente adottando il sistema Friuli, che ha dato esiti molto positivi sia per i tempi per la ricostruzione  e sia per il risparmio ottenuto.