I conti molto sbagliati per i crateri sismici di Lazio, Umbria ed Abruzzo. In Italia e in Ue si parla di ricostruzione di case e edifi ci pubblici, il che è errato. Occorre consi derare anche: bestiame morto, campi non coltivabili per anni, nuovi siti produttivi, si stema stradale stravolto, deviazione falde acquifere, nuovi acquedotti e ricol locamento di tutti i sottoservizi. Se ciò non avver rà in “tempi certi” le popolazioni non torneranno più. Rimarrà solo una minoranza non autosufficiente.