Salerno – De Luca junior si è dimesso. Di Maio esagera e lo definisce ” assassino”

In questa campagna elettorale sta accadendo di tutto. De Luca junior, figlio del governatore della Campania, ha preso la parola improvvisamente, durante un appuntamento Pd, e si è dimesso da assessore al Bilan cio del del Comune della sua città. L’amministratore è indagato, dalla Procura di Napoli, per corruzione su presunte mazzette legate allo smaltimento dei rifiuti della Campania. All’incontro elettorale era presente il padre, Vincenzo De Luca, che è apparso, visibilmente meravigliato, che il figlio cedesse davanti ad un avviso di garanzia. L’amministratore ha anche aggiunto di aver ricevuto – dopo l’accusa – attestati di stima e soli  èdarietà anche da avversari politici. Quello che non sarebbe dovuto accadere è che, il leader del M5S, usasse parole molto forti, tanto da accusarea, De Luca junior, di essere un ” assassino”. Una definizione molto pesante che gli costerà una querela, annunciata, dal segretario del Pd Matteo Renzi, sia a “Mezz’ora in più” e sia durante la trasmissione di Giletti “Non è l’Arena”. Renzi si augura che Di Maio, non fugga, dalle sue responsabilità, e rinunci all’immunità parlamentare. Chiaramente non è possibile, nessun giudizio sull’operato di De Luca ex assessore, ma la parola “assassino” Di Maio se la poteva risparmiare. Di questo passo la campagna elettorale sta diventando una corrida e non un confronto civile.

Bologna – Prodi, commosso, con il centrosinistra componente ” Insieme”

Prodi, dopo 9 anni, ha rotto gli indugi ed è sceso, in campagna elettorale, con la coalizione di centrosinistra, nella componente ” Insieme” che ha detto l’ex premier:” Ha gli stessi valori dell’Ulivo”. Non ha negato di esseere commosso di partecipare, dopo tanto tempo, ad un’assemblea politica. Non ha mancato di elogiare, Paolo Gentiloni, attuale premier, che ha abbracciato dicendo:” Paolo sta facendo un ottimo lavoro in un momento difficile in cui dobbiamo mostrare un Paese sereno, che ha idee chiare e che riconosce i propri limiti e i propri meriti, in ambito europeo. Ci siamo ritagliati un ruolo per avere influenza nel mondo, per ave re l’Italia che noi vogliamo: seria, forte e vigorosa” . Prodi, sempre meno impacciato, ha proseguito:” Le coalizione non sono frutto di cattiveria ma della complessità della nostra società che ha moltiplicato il nume ro dei partiti. Il bisogno delle coalizioni non è solo nostro oggi lo stiamo vedendo anche in Germania. La politica che noi vogliamo affermare fonda su valori indiscutibili e giusti: lotta alle disuguaglianze e Europa”. Dopo è stata la volta di Gentiloni che ha posto in evidenza che, allo stato dell’arte, di questa campagna elettorale, la differenza tra la prima coalizione e quella di centrosinistra e di sei o sette punti, se sono giusti i sondaggi, non sono distacchi incolmabili. ” Tutto può accadere da oggi al 4 marzo – ha detto Gentiloni – siamo noi che dobbiamo lavorare tutti insieme per ottenere quel risultato che metta al riparo la nostra fatica fatta per riportare il Paese sul binario giusto, rilanciare economia e occupazione e cominciare a scalfire, le disuguaglianze, con l’inclusione. Un lavoro – ha voluto precisare il premier – faticoso ma ne è valsa la pena e non possiamo permettere che, le nostre fatiche, vengano cancellate da chi ha una visione, almeno in campagna elettorale, diversa dalla nostra. Gli italiani devono puntare ad un governo stabile che prosegua la sta gione delle riforme: risanamento economico, sviluppo ed occupazione. Noi proseguiremo su questa strada, chi ci darà fiducia, sa chi siamo e cosa vogliamo fare”.

Roma – I grossi guai del M5S: eleggerà massoni, furbi e Borrelli… si è dimesso!

Di Maio e Casaleggio in grosse difficoltà per l’elezione, molto sicura, di tre massoni: Vitiello, Landi e Asserboni in lista con il Movimento. Inoltre avranno altri eletti in Parlamento, in collegi sicuri, quanti hanno fat to la ” cresta” sui versamenti da fare, togliendo il denaro dagli emolumenti. Le Iene parlano di 14 ” furbi” mentre Di Maio si è bloccato a 8 nomi per il semplice motivo che non vuole perdere, in partenza parlamen tari, dopo il 4 marzo. Infatti il capo politico del Movimento ha detto ” Fuori le mele marce e i massoni, che hanno detto il falso al momento della candidatura, vadano alla Corte d’Appello, al momento della procla mazione per rinunciare al seggio. Il Bla, bla bla Di Maio non riuscirà a fare nulla di nulla e ” le mele marce”, una volta parlamentari, avranno maggiore forza e se il M5S non li vorrà nel gruppo si sposteranno dove meglio credono. Ma Di Maio e Casaleggio hanno un altro guaio grosso, capitato tra capo e collo. L’eurodeputato, David Borrelli, uno dei triunviri dell’associazione Rousseau, che non solo è uscito dal gruppo a Bru xelles ma, insieme al sindaco Pizzarotti e a tanti altri ” eliminati”, dalle liste del Movimento, ne fonderanno uno nuovo, che avrà le stesse radici del M5S: “oggi è un’altra cosa”. Una metamorfosi che ha portato gli stellati ad entrare, nel governo ad ogni costo, anche con partiti definiti da sempre ” corrotti e senza etica”. Il nuovo Movimento, come è stato annunciato da Borrelli, si occuperà di imprenditori e risparmiatori. Chi si trova in pesanti difficoltà, è Beppe Grillo che, per quanto sia discutibile il suo modo di fare politica, garante del M5S , ha prima fatto un passo laterale e molto amico di Borrelli, che lo rappresentava nell’associa zione Rousseau, non sa che pesci prendere. Certo Grillo non è per la linea governista a tutti i costi: puntava a portare il Movimento al potere senza ” contaminazioni”. Bisogna dare atto al comico che non si è nasco sto, dietro un dito, ma sta meditando cosa fare. C’è da chiedersi perchè Casaleggio, e l’associazione fondata dal padre oggi punta al governo. Così come bisogna dare una spiegazione alla frase dell’eurodeputato Bor relli, che ha detto a Grillo:” Meno so dell’associazione Rousseau e meglio è”. Frase inquietante, se veramente pronunciata, che qualcuno dovrà spiegare agli italiani, ma soprattutto agli elettori degli stellati.