Rigopiano – Celebrazioni a due anni dalla strage dell’Hotel

Piangere con i parenti dei morti dell’Hotel ” Del Vate” a Ricopiano lo hanno fatto tutti. Non c’è stato italiano che, durante e dopo la tragedia della valanga che ha sepolto l’Hotel, non ha pianto. Una strage di innocen ti che poteva essere evitata se, politici e dirigenti, avessero rispettato la legge. Ma in Italia tutto è possibile, in quanto il rispetto delle legge, è un obbligo che riguarda la minoranza. Esattamente due anni fa la tragedia e non poteva mancare, come non è mancata a triste celebrazione dell’evento. Parenti dei morti, amici, cittadini di Farindola e altre località hanno dato vita,  ad una muta fiaccolata, per poi raggiungere la chiesa dove si è svolto il rito in suffragio delle vittime.  Su questa strage pesa, come un macigno, il tentativo di depistaggio. Sono stati persino occultati i  tabulati telefonici partiti dall’Hotel verso i possibili soccorritori. Incredibile ma è accaduto, in base alle indagini, anche questo. Persino la Regione non aveva approvato il piano valanghe, previsto dalla legge, di modo che gli abruzzesi sapessero quali erano i siti e località minacciate in caso di forti nevicate. Ci sarà un lungo processo, dove ognuno degli indagati, stano passando in Procura a Pescara per essere interrogati, cercherà di scaricare ogni responsabilità, per una strage, che invece ha molti colpevoli. Tra i pianti disperati dei parenti c’erano anche i due vice premier, Di Maio e Salvini, Niente contro di loro, ma in questa triste circostanza potevano evitare l’ormai famosa passerella.

Milano – La mite sentenza su “Rimborsopoli” è amara!

La sentenza del Tribunale di Milano, per il processo ” Rimborsopoli” è un chiaro esempio che è possibile, affondare le mani nel denaro pubblico, prendere ciò che si vuole, per poi essere condannati a pene irrisorie e senza restituire allo Stato, ed ai contribuenti il maltolto. 57 condanne, tra cui il figlio del Senatur, Renzo Bossi, a 2 anni e 6 mesi e l’ex igienista dentale, di  Silvio Berlusconi, Nicole Minetti. Le condanne riguar dano tutti  i consiglieri regionali, meno 5.  Soltanto, Stefano Galli, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi in quanto capo gruppo dei leghisti. In alcuni casi il tribunale, ha ritenuto anche di escludere, la menzione nel casellario  giudiziario. Questi signori acquistavano ciò che volevano e si facevano rimborsare tutto, anche quello che con la Regione Lombardia, non aveva nulla a che vedere. Tutti liberi per carità! Tutte persone che meritano rispetto, tutti galantuomini che hanno solo speso illegittimamente, il pubblico denaro, come se fosse stato loro. E le condanne comminate sono talmente miti che chi non ruba  è cretino. Una sentenza che si giudica da se. Certo i magistrati avranno applicato la legge, ma il cittadino onesto ha tutto il diritto di sentirsi derubato, con consenso. Ecco come l’Italia è stata portata in povertà! Ed a nessuno viene in mente di far approvare una legge che prevede il carcere, quello vero e non i domiciliari, per chi si appropria di un solo centesimo dello Stato.

Londra – La vittoria di Pirro della premier May

La premier May è rimasta in carica. La mozione di sfiducia, presentata dal leader dei laburisti Corbyn è stata respinta, come ampiamente prevedibile, ma con soli 19 voti di scarto: 325 contro 306. la May sin da subito inizierà ad incontrare, uno alla volta, anche i leader dell’opposizione per cercare una via comune per attuare la Brexit visto che il governo, è rimasto in carica e deve attuare, il distacco dall’Unione Europa semmai con una nuova trattativa. già definita impossibile dai vari leader europei. Ma la May, non sfiduciata dalla Camera dei Comuni, deve procedere secondo il mandato ricevuto. Lo scenario che la premier deve affrontare è difficilissimo tante sono le ” soluzioni” possibili.  Intanto il leader dei laburisti si è dichiarato disposto,  ad  incontrare la May, ma alla condizione che venga eliminato dal tavolo della  trattativa, come comunicato anche ai Tory, qualsiasi ipotesi di divorzio ” no deal” , cioè un’uscita senza nessuna condizione con l’Unione Europea. Una delle soluzioni, mai cancellata, dal ventaglio  delle possibilità. allo stato delle cose la premier è rimasta in carica, può trattare con l’Unione Europea per trovare, una nuova via  d’uscita ma in realtà, questo è quello che si può comprendere oggi è che la May ha ottenuto soltanto una vittoria di Pirro. Il suo declino politico lo hanno deciso, gran parte dei Tory e ovviamene dall’opposizione. Questo, casino all’inglese, a pochi mesi dalle elezioni europee, destinate a quanto si sa, sui Paesi membri, tutti impegnati a cambiare i connotati, a questa Unione Europea, che solo oggi si pente di aver imposto l’austerità che ha distrutto e fatto saccheggiare Paesi civili, come la Grecia, Portogallo ed aggiungerei l’Italia, così come tanti altri Paesi. Se la May non sarà aiutata da un miracolo, per come ha condotto la trattativa Brexit e riuscirà ad uscire dall’Ue, prima delle elezioni politiche di Bruxelles, avrà redo al suo Paese il peggiore servizio che si potesse immaginare