Roma – Allarme caldo torrido. Salvaguardare il bene acqua

Il caldo percepito vicino ai 40 gradi, continua a martellare gli italiani. Il fenomeno viene definito non privo di pericoli per i bambini e vecchi. Il consiglio degli esperti è di rimanere in casa nelle ore più calde cioè dalle 11 del mattino alle 18 del pomeriggio. Non sono state poche le chiamate alle Aziende sanitarie per consigli e non sono stati nemmeno pochi chi ha fatto ricorso al Pronto Soccor so per svenimenti o malesseri. In questa tenaglia moltissime località, non solo in zone interne ma anche lungo le zone costiere. Il cambiamento climatico ormai è più che evidente: dalla grandine grande come arance e temperature a picco anche di 15 gradi ad un rialzo termico, in poco più di 24 ore, per toccare i 36, 37 gradi pari ai 40 percepiti. I climatologi non appaiono affatto meraviglia ti avevano previsto che il Bel Paese, una volta temperato, sarebbe finito per entrare tra le Nazioni dove il caldo torrido è di casa come la aree desertiche dove l’acqua è il bene più prezioso. Appare necessario che i governanti cambino il passo per applicare una strategia per garantire l’acqua necessaria alle coltivazioni e l’oro azzurro per dissetare le popolazioni ed il bestiame. Insomma stop agli sprechi e condotte colabrodo con investimenti miliardari non più rinviabili. La situazione che si presenta, di giorno in giorno, non consente più rinvii se si considera che il 40% dell’oro azzurro, destinato all’uomo, si disperde nel sottosuolo per la vetustà delle condotte. Per non parlare delle tubazioni agricole di cui non conoscono nemmeno le collocazioni nel sottosuolo. E’ tempo delle re sponsabilità e degli interventi veri che riguardano tutta la Nazione dal Nord al Sud.

Londra – Premier lo “strano” Boris Johnson:” Brexit entro il 31 ottobre”

I Tory hanno voltato pagina. E’ stato eletto capo del partito Boris Johnson un inglese estroverso di 55 anni, che dopo la vittoria ha dichiarato, senza mezzi termini:” Entro il 31 ottobre il Regno Uni to sarà fuori dall’UE”. Tra 24 ore, dopo i rituali con la Regina, Johnson sarà premier, come vuole la legge di quel Paese e si presenterà al Parlamento per il suo discorso. Non è prevista la fid ucia se non richiesta dal capo del partito d’opposizione Jeremy Corbyn. I tempi sono strettissimi se si considera che Westminster chiuderà i battenti il 25 luglio per riaprirli il 3 settembre. Ma Boris dai mil le volti come dalle innumerevoli stranezze, nel suo discorso subito dopo la conquista come leader dei Tory ha dichiarato:” Subito fuori dall’UE, unire il Paese attualmente diviso e sconfiggere il lea der laburista Corbyn”. Chi può dare tanta sicurezza al nuovo Premier inglese visto che certamente l’Unione Europea non aprirà una nuova trattativa negata alla May. Johnson pensa ad uscire dall’ Unione Europea con un ” No deal” è possibile ma il Regno Unito, se attuasse questa strategia si metterebbe contro tutta l’Europa e pagherebbe un prezzo molto alto anche in termini di credibilità. Immediatamente, appena la notizia dell’elezione di Boris a leader dei Tory, Trump ha dichiarato:” Farà bene è un tosto”. Una lunga storia, in salsa inglese, che sta facendo molto male al Paese in  termini di credibilità. Ed infatti la City si sta svuotando così come non poche finanziarie e compagnie d ‘assicurazione  stanno cambiando sede. Le istituzione europee seguono la crisi del Parlamento inglese ed attendono le decisioni finali.

Roma – Conte” Sì alla Torino – Lione” ma deciderà il Parlamento

Il Premier Conte, dopo aver esaminato i costi ridotti per l’Italia, per l’intervento economico maggiorato dell’Unione Europea, ha comunicato che a queste condizioni la Tav, Torino Lione, si farà. Comunque a decidere definitivamente sarà il Parlamento”. Non poteva essere diversamente anche per chi ha cavalcato le proteste dei “No Tav” aggressive contro le forze dell’ordine, provocando danni materiali ai cantieri ed economicamente allo Stato. Salvini ha dichiarato:” Un sì che arriva dopo tanto tempo perso”. Il M5S ha insistito:” Deciderà il Parlamento”. Si tratta di un tunnel lungo 57,5 chilometri che consentirà, agli esportatori di agganciare, la rete ferrata europea che passa al di là della Alpi, con risparmi considerevoli sule merci. Plaudono, al sì del Premier, Forza Italia e Fratelli d’Italia che hanno pungolato non poco l’esecutivo in carica. Stessa posizione, favorevole all’opera, la Regione Piemonte e dell’Associazione industriali piemontesi. Inoltre con la decisione favorevole si eviterà, un contenzioso costosissimo con la Francia, per i danni derivanti da un’opera transnazionale, iniziata sul versante a Nord delle Alpi oltre che sul versante italiano, dopo l’approvazione del progetto, dai Parlamenti  delle due Nazioni interessate, lavori lautamente finanziati, dall’Unione Europea.  Non ci eravamo sbagliati: i No Tav erano riusciti a trasformare il loro movimento di protesta in un “partito” munito anche di kamikaze, pronti a tutto e di una “dote” di voti che ha fatto gola a più di una forza politica. La costruzione dell’opera porterà molta occupazione e un giro economico virtuoso.