Genova – Tragedia evitabile. Agghiacciante relazione del Mit

Genova tradita due volte. Il decreto, è giunto alla Ragioneria Generale dello Stato, senza nessuna indicazione degli oneri e quindi è stato bloccato. I tecnici del Mef stanno operando per trovare le necessarie copertu re e, una volta svolto il loro lavoro, rinviarlo alle amministrazioni proponenti, cioè al potere politico, per il necessario avallo come vuole la legge. Ma quello che sta accadendo nel giorno in cui in Tribunale si sta svol gendo l’incidente probatorio e le famiglie delle vittime, vogliono  conoscere la verità della tragedia che hanno vissuto c’è, una novità agghiacciante, scoperta d alla Commissione ispettiva del Mit. ” La valutazione sul ponte Morandi non esiste! Non è stata mai eseguita la valutazione sulla sicurezza del viadotto! Ecco una realtà di come non funzionano le cose nel nostro Paese. La Commissione, ha accertato che quanto comunica to, dalla Società Autostrade per l’Italia il 31 agosto 2017, sull’esistenza della documentazione, nonostante richiesta più volte, non è stata mai presentata, quindi non esiste. Una conclusione terrificante che si aggiun ge ad altri particolari  riportati, nero su bianco, dalla Commissione Ispettiva. Le cause – viene affermato – non vanno ricercate nella rottura di uno o più stralli ( tiranti) ma nel degrado generale della struttura del via dotto corroso in tanti anni di mancati interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Il ministro Toninelli ha annunciato che lo Stato si costituirà parte civile, non appena la Procura avrà determinato i reati e assunto altri provvedimenti, ma questo era scontato. La realtà agghiacciante è che 43 vittime sono sarebbero state determinate dall’incuria durata anni e che, stando alle conclusioni della Commissione ispettiva, era un disastro che non sarebbe accaduto, se ci fosse stata la necessaria attenzione di tecnici ed amministratori, alla condizione ” disastrosa” , dell’intera struttura portante del ponte Morandi. La parola ovviamente alla Procura ma, non si meraviglierebbe nessuno, se alla luce della relazione della Commissione ispettiva scattassero i ferri ai polsi di chi non poteva non sapere quello che inevitabilmente accadesse.

Genova – Arresti eccellenti. Indagato Flavio Briatore

Scattate le manette ai polsi del commercialista di Flavio Briatore, Andrea Paolini e manette anche l’ex direttore, dell’Agenzia provinciale delle Entrate di Genova,Walter Pardini.  L’operazione è stata portata a termi ne dalla Guardia di Finanza. L’accusa del pm è corruzione. Secondo la Procura genovese, il professionista avrebbe corrotto il dirigente pubblico, per cercare di ottenere un trattamento di favore per il suo cliente, per Flavio Briatore, a sua volta solo indagato. Ci sarebbe stata una elevatissima evasione fiscale, strettamente connessa all’acquisto dello yacht ” force blue” di proprietà dell’uomo di affari. I difensori del commercialista hanno contestato i domiciliari per il loro assistito, come una misura estremamente grave per un’accusa che va dimostrata. Stesso atteggiamento è stato assunto dai difensori dell’ex diretto re dell’Agenzia delle En trate. La notizia, man mano che sono passate le ore è diventata,non solo a Genova, motivo di pareri opposti come accade sempre in Italia. Gli innocentisti e i colpevolisti non fanno sconti per arresti ritenuti giusti da una parte ed esagerati dall’altra. La tesi più gettonata è che le manette, debbano scattare sempre, ma solo dopo il terzo grado di giudizio e non solo per l’azione di uno o più magistrati della Procura.  Una tesi vale l’altra: in discussione c’è un cognome molto importante non soltanto in Italia. Non rimane che attendere gli sviluppi di un caso che si presenta clamoroso, ammesso e non concesso, che la Procura sia già in possesso di prove incontestabili dell’avvenuta corruzione.

Roma – L’Aquarius verso Marsiglia. Ong sbagliano

La nave della Ong Aquarius, con il suo carico di immigrati clandestini, sta facendo rotta su Marsiglia. unico approdo possibile dopo che il governo di Panama ha cancellato la nave dal registro di quello Stato. La mo tivazione semplice ma  giusta: La Ong che opera con quella nave ha ripetutamente violato le norme internazionali e gli accordi raggiunti tra Stati. Inoltre, l’attività encomiabile da un punto di vista umano, continua a favorire gli schiavisti il che è non solo discutibile ma contro ogni legge. In generale le Ong sostengono, ed a ragione, che i porti libici ed in generale quelli africani, non sono sicuri e che i migranti, vengono trattati, peggio delle bestie. Ma il trattamento sulla terraferma non può servire per garantire agli schiavisti, non solo soprusi di ogni genere ma anche guadagni sempre maggiori, grazie all’opera di Ong, che agiscono certa mente per umanità ma consentono… arricchimenti illeciti. Il problema c’è ed è gigantesco, anzi con il passare del tempo lo sarà sempre di più, e non lo possono risolvere le Ong in quanto non è compito loro, affron tare lo lo sfaldamento, di Stati e popoli alla deriva, in un’ampia fascia territoriale dell’Africa, non solo mediterranea, ma anche sub sahariana. E’ l’Europa che deve intervenire urgentemente e con enormi risorse, di rettamente o con organismi internazionali, per evitare che i governanti di quei Paesi prendano gli euro, li dividano con la ” casta”, e non realizzino quel moltiplicatore economico necessario per dare un futuro a mi lioni e milioni di africani che hanno meno di nulla. Problemi giganteschi dei quali si deve occupare il mondo intero e che,non riguarda solo l’Africa, ma anche gran parte dell’America del Sud. Queste situazioni, va fatto capire al Presidente Trump, non si risolvono con la guerra ed occupazioni, ma operando in pace, per provvedere a  tutti. Il mondo ha tantissime risorse che non possono essere in mano, solo a pochi Stati o Ras locali. L’Onu non perda tempo, ed esca dai cerimoniali, altrimenti è inutile mantenere un organismo, dai costi elevatissimi, ma incapace di affrontare i veri problemi mondiali.