Roma – La Bonino al Forum Facebook – Ansa ha puntato ai moderati

Finalmente c’è chi fa politica in modo chiaro ed affronta, la campagna elettorale, con lo scopo di far andare alle urne chi pensa di non andarci affatto. Emma Bonino, ha affrontato il tema caldissimo della corsa a chi la spara più grossa, per ottenere voti, promesse che dopo il 4 marzo, non potrà mantenere. Al Forum Facebook – Ansa, la leader della lista + Europa, ha messo i puntini sulle “i”. Ha sostenuto, che la legge Fornero si può limare ma non abolire del tutto; che bisogna tenere presente il periodo, in cui la legge sulle pensioni è stata approvata; che lo Stato spende 260 miliardi l’anno, cioè il doppio dell’intero bilancio dell’Ue. La Boni no ha mostrato grande moderazione nell’affermare che, i lavori usuranti sono stati già presi in considerazione e che, la mutata situazione economica, consente oggi, di prendere in considerazione un alleggerimento  della Fornero, ma che parlare di abolizione è irresponsabile. Inoltre la Bonino, ha sviluppato, con le domande poste, un programma estremamente chiaro:  il nuovo governo dovrà fare nuove riforme ma non a cari co dello Stato e sarà molto attento, alla riforma da fare dell’Unione per consentire all’Italia non solo di stare dentro ma anche di ottenere, quello sviluppo e occupazione, che gli spetta. Discutere non significa rompe re ma costruire una Unione che vada bene per tutti. Un intervista molto attenta a dimostrazione che, in una campagna elettorale che si fatica a capire, c’è chi cerca di muovere le coscienze perchè vadano a votare per quelle forze che meritano fiducia. Ben conoscendo, da dove viene la Bonino, la sua intervista ha dimostrato di come sia possibile, avvertire gli italiani senza urlare, di essere attenti nell’esprimere la loro prefe renza. La leader radicale, tra l’altro, ha fatto l’esempio di chi afferma che, in poco tempo, rimanderà a casa 600 mila migranti o chi promette, pensioni sociali alte, per tutti. ” Il 5 marzo – ha detto la leader del +Euro pa – si spegneranno, molte candele accese per speranze, che non potranno essere soddisfatte”.

Washington – Protesta degli studenti per la vendita di armi. Trump promette:” Interverrò”

Il Presidente Trump, dopo una forte e coesa dimostrazione, contro la facile vendita a chiunque di armi, ha promesso che farà “qualcosa” per regolamentare il settore. Studenti, docenti e cittadini si sono stesi a terra davanti alla Casa Bianca, mentre venivano letti i nomi, del 17 massacrati in Florida, da un ex compagno allontanato dall’istituto, perchè impediva, agli altri colleghi, di apprendere. Gli studenti di Washington hanno organizzato la protesta in modo, talmente plateale, che non poteva essere ignorata dall’inquilino del Palazzo del potere. Studenti e docenti hanno avuto un’idea brillante: sono giunti davanti alla Casa Bianca e si so no accasciati come se fossero stati colpiti da proiettili per terra come fossero stati colpiti da proiettili. Inoltre c’è stato chi ha letto i nomi delle vittime del massacro. Il Presidente ha capito ed ha promesso ma s a be ne che deve mettersi contro la lobby più potete degli Stati Uniti: quella che vende armi a chiunque, anche a malati mentali. Trump non se la poteva cavare soltanto, incolpando l’FBI, che pur avendo avuto notizia del ragazzo difficile e del pericolo che rappresentava non ha fatto nulla per impedire il massacro. Bene ha fatto il Presidente a far licenziare chi non ha agito. Ma non basta. Ora mostri quanto è forte mettendosi con tro la lobby delle armi. Ci sono stati, altri presidenti che ci hanno provato, ma hanno fallito. Ora si deve attendere  le promesse di Trump: gli americani non dimenticano e lui lo sa. La strage nell’istituto in Florida ha inorridito, non solo  gli americani, ma il mondo intero. E’ tempo che Gli Stati Uniti chiudano questa  pagina nera e incomprensibile: dall’inizio dell’anno,  i raid di Rambo in azione per uccidere innocenti sono stati ben 19. Ora basta signor Presidente!

Agrigento – Liberati 21 presunti boss e gregari dalle carceri: siamo credibili in Ue?

Notizia da primato che sarà complicato spiegare agli italiani ed europei! 21 dei 58, presunti boss in carcere per ordine della DDA di Palermo, sono stati scarcerati. Il Tribunale del Riesame ha annullato l’ordine di cu stodia cautelare emessa dal gip, nonostante, per la prima volta, decine di vittime avevano confermato, di essere ricattate con la richiesta del pizzo.  Inoltre, un pentito, aveva fatto nomi e cognomi di boss e gregari, ma attenzione, resterà in carcere. Ma c’è di più. Il Tribunale del Riesame, per il deposito delle motivazioni sulla scarcerazione dei 21, si è preso  “soltanto” 45 giorni di tempo. Davanti a queste notizie c’è da rabbrivi dire. E’ solo immaginabile la paura delle vittime, che hanno confermato la richiesta del pizzo, ed ora vedranno in giro quelli che hanno accusato. Il pentito che ha parlato, fatto rimanere in carcere, sarà terrorizzato per la sua vita che, in quei luoghi di detenzione, vale davvero pochi spiccioli. E inoltre la stessa DDA è, fortemente e comprensibilmente contrariata, per i 45 giorni che il Tribunale del Riesame si è preso per il depo sito delle motivazioni. Come dire che non potrà ricorrere, prima di due mesi, contro siffatte motivazioni. Suvvia c’è da chiedersi, senza entrare nei particolari che non conosciamo, che la sfiducia aumenta di pari pas so con “decisioni di questo tipo” e che difficilmente ci sarà ancora, un cittadino onesto, che collaborerà con la giustizia per colpire le mafie.