Roma – L’inutile e inadeguato ministro della Sanità Grillo

Il ministro Grillo ha inviato i carabinieri del Nas, al San Camillo, dopo le denunce di alcuni degenti. I militari si sono recati sul posto per fare i dovuti controlli ed hanno rilevato che il sovraffollamento al Pronto soccorso era reale. Al ministro Grillo, che ha dimostrato di essere inadeguato, dopo il blandi interventi per al San Giovanni Bosco a Napoli, per le formiche su una paziente intubata, insetti presenti anche in sala operatoria e negli scaffali dei medicinali, ha minacciato interventi ( sic) per evitare situazioni che non onorano l’immagine della sanità italiana. La risposta è giunta dal direttore generale della struttura sanitaria Fabrizio D’Alba, che aveva eseguito i controlli con i militari. “C’era sovraffollamento al Pronto Soccorso, dove 27 erano già in visita e altri 67 in attesa di essere visitati. L’afflusso – ha precisato il manager – non è determinato da noi ma da una scelta che fanno malati e familiari. Nessuna situazione critica è stata rilevata e nessun paziente trascurato”. Il ministro non ha mancato anche di richiamare il presidente della Regione Zingaretti di pensare a ar funzionare gli ospedali al meglio invece di chiedere la fine del commissariamento. La realtà è che il ministro Giulia Grillo si mostra inadeguata davanti ad una sanità pubblica che continua a funzionare grazie all’abnegazione del personale medico, tecnico e infermieristico e non certamente per interventi del titolare del ministero più importante affidato alle sue ” competenze” che fino ad oggi non sono state viste e quindi non esistono. Il ministro non si può limitare ad inviare i carabinieri del Nas ma deve intervenire per fa funzionare la sanità: ne ha pieni poteri che non usa perchè, è una valutazione molto diffusa, non li conosce.

Washington – Trump:” O vi prendete 800 detenuti Isis o li libero”

Il Presidente Donadl Trump, ha fretta di lasciare una guerra al califfato Isis, per diminuire le spese di un conflitto vinto al 100%, come afferma lui stesso. Ma gli  Stati Uniti hanno un problema: 800 detenuti che vanno processati. E come è solito agire, avverte gli alleati europei, in particolare Gran Bretagna, Francia e  Germania insieme… agli altri:” O li prendete e li sottoponete al  giudizio della magistratura oppure sarò costretto a rimetterli in libertà. L’alternativa – precisa il Presidente Trump – non è buona. Non vorremmo che una volta liberi, questi combattenti finissero, dove vogliono andare in Europa, semmai creando grossi problemi agli alleati”. Non c’è alternativa in quanto il Capo della Casa Bianca ha aggiunto:” Noi abbiamo terminato il nostro lavoro, spendendo moltissimo, ora a questi 800 prigionieri ci pensi l’Europa a fare un lavoro che sa fare molto bene”. E’ forse inutile aggiungere che anche questo sarà un problema, vista la situazione europea, non priva di problemi irrisolti sia negli Stati e sia nei rapporti tra Paesi, tra l’altro a pochi mesi dalle politiche europee. Ma Trump vuole che i Paesi cobelligeranti  ora processino gli 800 detenuti attualmente prigionieri dell’esercito americano: non  sarà un’ostacolo facile da superare.

Roma – Lunedì storico. Il destino del governo in mano al M5S

Lunedì 18 febbraio giornata storica per l’Italia, salvo correzioni dell’ultima ora. Gli iscritti al piattaforma Rousseau voteranno sul caso Diciotti. E’ inutile tergiversare: se passerà il sì e i parlamentari faranno lo stes so, il governo salterà in aria. Matteo Salvini, verrebbe consegnato ai giudici, per in processo mai avvenuto in precedenza: il ministro dell’Interno non avrebbe agito per proteggere il Paese da una immigrazione incontrollata, ma per scopi politici pro Lega. Il quesito posto all’attenzione dei grillini, praticamente è questo, virgola più virgola meno. Ma salterebbe anche la fiducia, nei confronti del Premier Conte e del capo politico del M5S Di Mao che hanno sottoscritto  “la decisione di ritardare lo sbarco, fu assunta collegialmente e non solo dal ministro Salvini”. E’ una situazione del tutto anomala: mai in precedenza magistrati avevano chiesto al Parlamento di processare un ministro che ha agito nell’ambito delle sue funzioni di uomo di governo. Ma a votare saranno solo gli iscritti alla piattaforma Rousseau, cioè persone che hanno sempre sostenuto che nel Movimento non ci sarebbe mai stata immunità su insindacabilità e problemi con la giustizia. Non è dato a sapere se, tra gli iscritti al Movimento, si consulteranno o se ascolteranno chi da giorni continua a ripetere che questo, non è un caso come tanti altri che hanno visto i 5 stelle sulle barricate. Si tratta di ben altro: il destino del Paese sarebbe consegnato nelle mani di magistrati. Forse non bisognava giungere fino a questo punto ma, in pochi mesi, la logica che ha regolato i rapporti tra le forze politiche, è cambiata ed appare sempre più evidente che il M5S o governa da solo oppure diventa problematico, ogni Cdm ed ogni provvedimento da portare in discussione in Parlamento. Tra il M5S e Lega, per posizioni politiche e visioni di come governare c’è un abisso, che si apre su ogni argomento. Eppure è stato sottoscritto un contratto tra le due forze politiche, messo probabilmente  in forse dal successo politico della Lega, che nessuno nel Movimento si aspettava. Domani è un altro giorno