Il Presidente della Repubblica, Mattarella, ha dato un chiaro segnale, dell’urgenza di trovare una soluzione alla crisi del governo, con una comunicazione alla stampa, letta da lui stesso, dopo appe na due ore, dal termine delle consultazioni al Quirinale. Il Capo dello Stato, nel pieno rispetto della Costituzione, durante l’incontro con le delegazioni politiche, ha rilevato che ci potrebbero essere soluzioni alla crisi, con accordi tra più forze politiche, opportunamente non specificate, ed ha concesso un tempo breve: martedì prossimo, nuovo giro, e quindi la sua decisione finale. Mattarella, non ha mancato di rammentare che la Costituzione prevede che il popolo, torni a votare ogni 5 anni, ma se si verifica una crisi dopo 18 mesi, è suo dovere favorire, se possibile, accordi per un governo che trovi la maggioranza in Parlamento. Tra cinque giorni, il Capo dello Stato attende di conoscere se gli accordi, oggi solo enunciati, si saranno concretizzati, con sollecitudine, in quanto ci sono appuntamenti con l’Unione Europea, a livello nazionale e internazionale che impongono tempi rapidissimi. Il Presidente, non lo ha detto, ma appare evidente, proprio per l’urgenza di dare alla Nazione un esecutivo: se i partiti che hanno affermato, di poter tentare di esprimere una maggioranza qualificata, non dovessero raggiungere un accordo forte e coeso, sarà suo compito nominare un governo di transizione, per garantire l’attività di governo. Il documento letto alla stampa, nazionale ed estera, dal Capo dello Stato, con tono estremamente deciso, hanno dato maggiore corpo, alla preoccupazione che nutre Mattarella, di non avere martedì la possibilità di varare un governo. Sarebbe una brutta notizia per gli italiani che attendono con fiducia di avere un esecutivo, che metta in pratica programma per affrontare i tanti problemi. In corsa c’è la disponibilità a trattare, tra il M5S e il Pd, due forze che partono da posizioni molto distanti, per un governo di sinistra. Il centrodestra, non ha i numeri in Parlamento, per avanzare richieste per guidare un esecutivo, mentre la Lega si è dichiara disposta, per una “politica del fare” di riagganciare rapporti con il M5S. Una ipotesi che va riportata, in quanto espressa, dal leader Salvini. Cinque giorni che non saranno facili per nessuno del leader politici: l’ appuntamento al Quirinale è categorico: nessun tempo supplementare.