Roma – M5S – Pd verso l’Altare. Difficoltà? “Sì ma superabili”

Perbacco! Sin dal primo incontro tra le delegazioni del M5S e Pd è stato riscontrato che, tra le due forze politiche, non c’è nulla ” di insormontabile” per un governo  di coalizione. C’è da chiedersi il motivo delle perplessità, palesate dal segretario dem Zingaretti e conoscere, per quale ragione, davanti ad una coalizione, Movimento – Lega, il Pd non abbia trattato subito per un governo giallo – rosso. Prima di martedì ci sarà un nuovo incontro, Di Maio – Zingaretti, che segue la cena consumata a Roma, in casa privata, tra i due massimi responsabili politici. Dalle dichiarazioni, dei membri delle delegazioni, se nessuno bluffa, è stata trovata ampia sintonia su sociale ed ambiente. Sul taglio  dei 345 parlamentari l’accordo c’è ma, alla condizione che ci sia l’impegno ad adottare  nuove regole per garantire sintonia al lavoro proficuo  di deputati e senatori. Delrio, uomo che conta nel Pd, sia pure con prudenza, nelle sue dichiarazioni, è soddisfatto di come stanno andando i lavori. Anche Dario Franceschini punta a chiudere l’accordo, con il M5S, smussando alcuni angoli che non appaiono più pericolosi. Tra l’altro, nessuno delle due delegazioni, ha messo in evidenza alcuna difficoltà. A tentare di alimentare, una bufera nel Pd ci ha pensato, Matteo Renzi, il quale si è recato a parlare agli allievi, della scuola politica in Garfagnana e rivolto ai giovanissimi studenti ha rivelato che, l’ex premier, Paolo Gentiloni, ha tentato di sabotare l’accordo passando uno spin, a Repubblica e Huffington Post, con mittente Nazzareno, dove veniva confermata l’ abiura al M5S. Sempre Renzi non ha mancato di dire ai giovani che, non è  affatto sicuro che il Pd arrivi unito alle elezioni. Due messaggi in uno: il senatore ed ex premier, non vuole subire la discriminazione nei suoi confronti del M5S e nemmeno quella del suo partito che va avanti, ignorando che c’è un gruppone di parlamentari filo renziani, pronti a tutto se verrà deciso di scatenare l’inferno in casa dem. Una situazione comprovata tanto è vero che Di Maio, capo politico del Movimento, ha più volte chiesto garanzie a Zingaretti, sul comportamento politico del senatore Renzi. Il segretario del Pd si è limitato a rispondere: ” Il partito ha deciso la trattativa con voi all’unanimità, non posso fornire altre certezze”. Così come la delegazione dei democratici, hanno chiesto ripetutamente al M5S di non mantenere rapporti con la Lega, assicurazione ottenuta subito, in quanto non ci sarebbero. La politica dei due forni, inaugurata dai 5S, nei giorni passati, seguendo l’esempio dell’ex DC, aveva innescato nel Pd una fronda di dissenso. Sembra proprio, almeno fino ad oggi, che l’amore maturato tra i grillini e e pidiellini si stia consolidando: governo di legislatura ed elezioni molto lontane. Nessuno ha fatto cenno, almeno pubblicamente, su come formulare il Bilancio 2020, croce pesantissima per chiunque dovrà affrontarla con vincoli miliardari, tra Iva, Unione Europea, cuneo fiscale, abbassamento del carico fiscale, istruzione, interventi infrastrutturali, sanità e rilancio dell’economia e dell’occupazione. Dibba, per i grillini, è al settimo cielo tanto da dichiarare:” Tutt ci cercano…alziamo la posta”. E Grillo, in una rapida apparizione ha difeso il premier dimissionario Conte che vorrebbe nuovamente Presidente del Consiglio. Ma su questo punto, Zingaretti appare irremovibile:” Occorre discontinuità”, un termine per dire che se ci sarà un governo nuovo anche la squadra del M5S dovrà chiamare alle cariche governative, uomini diversi. Savini? E’ in agguato e lancia segnali, non solo ai vertici ma anche alla base del M5S, oltre ad unire, sotto lo stesso ombrello, tutto il centrodestra. Il sogno del ministro per l’Interno  è risalire al Viminale ma, fino ad oggi, non appare cosa possibile. In politica è meglio tacere che parlare è meglio. Se si è ministri, fare il lavoro nel governo, e non di capo di un partito politico.

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