Il Presidente della Repubblica, ultimate le consultazioni numero due, dopo le indicazioni delle delegazioni del M5S e del Pd, ha convocato, Giuseppe Conte, per conferirgli l’incarico di formare un nuovo governo. Ma c’è di più, il docente a digiuno di politica, dovrà oltre che scegliere i ministri, che faranno parte della squadra di governo, stilare il programma da attuare nell’arco della legislatura. Una prassi corretta, da un punto di vista costituzionale che non da tempo, ai due partiti della coalizione, di preparare un “programma” o un ” contratto” preparato in precedenza. Il Capo dello Stato, ha rispettato pienamente le indicazioni dei partiti che hanno, una concreta maggioranza in Parlamento, così come prevede la Costituzione. Non sarà certamente facile, per Conte, trovare la quadra, senza sfilacciamenti nelle due forze politiche, nella considerazione che, sia nel Pd e sia nel M5S, ci sono posizioni molto diversificate rispetto a quelle espresse, dalle due delegazioni, al Presidente Mattarella. Tra l’altro, l’incarico a Conte prevedibilmente sarà cortissimo, rispetto a quello che sarebbe stato necessario per chiudere, programma ed esecutivo. Appare corretta la posizione del Pd, che vorrà, un vice premier del suo partito, visto che Conte è stato indicato e, sostenuto con veemenza, non solo da Di Maio ma anche dal garante del Movimento Beppe Grillo. Un equilibrio utile per lo stesso Premier che avrebbe, al suo fianco un dem, quindi non un esponente del suo partito, al quale Conte ha aderito. C’è il problema Di Maio, che perderebbe una posizione di prestigio ed avrebbe un ministero ma, una conferma ad una vice presidenza, al M5S, nome a parte, darebbe troppo ai grillini. Questo nuovo governo, avrà tra gli altri obiettivi quello di avvicinare, molto di più l’Italia all’Unione Europea così come, non avrebbe potuto fare, una coalizione a guida Salvini o con un esecutivo con dentro il leader della Lega. I leghisti, non hanno mai fatto mistero che puntavano a cambiare l’Unione, così com’è oggi, per consentire all’Italia, “comunque” di effettuare manovre economiche capaci di far decollare sviluppo e occupazione. Il governo nascente, è difficile prevedere un altro terremoto politico, opererà con il leader del Carroccio, undici governatori e centinaia di sindaci, anche di grandi città, all’opposizione. Ed una opinione pubblica che, secondo tutti i sondaggi, con elezioni anticipate avrebbe dato la maggioranza al centrodestra. Superare questa condizione richiederà, al governo giallorosso, un consistente e duro impegno anche nello smontare riforme, che avevano garantito certezze, destinate a andare in soffitta. Il nuovo programma non potrà riguardare, nè la Tav Torino – Lione nè il metanodotto sbarcato in Puglia. Così come, è già affiorato un diverso modo di governare: il Pd è per favorire grandi infrastrutture ed opere pubbliche mentre il M5S, persegue un nuovo modello opposto. ll Premier incaricato Conte avrà, il suo buon da fare, per andare in porto: temperare le posizioni ed ottenere, leale collaborazione non solo dai due partiti che lo hanno indicato a presiedere il Cdm, ma anche dalla Commissione UE.