Il Primo ministro britannico, Boris Johnson, ha sospeso la democrazia nel Regno Unito, per 5 settimane, dal 9 settembre. Westminster rimarrà chiuso per evitare che i parlamentari abbiano la pos si di bloccare Brexit. Così Johnson ha dimostrato che, se il Parlamento è un impiccio, si può eliminare, con una telefonata alla novantatreenne regina e chiedere che approvi la sua richiesta. Il sì era scontato: per prassi i reali non intervengono, quasi mai, nella politica. E poi, il Primo Ministro ha parlato di interessi capitali della Gran Bretagna che deve uscire,con deal o con No deal, dall’Unione Europea entro il 31 ottobre. Con questa orribile mossa, il tempo che rimane a disposizione dell’opposizione, è talmente esiguo che non potrà bloccare, comunque l’uscita dall’UE. La democrazia ” strozzata” ha creato, come era ovvio, un putiferio politico e movimenti di piazza, inoltre in poche ore sono state raccolte, sul web, 1 milione d firme che condannano il Primo Ministro. Immediate le ripercussioni negative sulla sterlina: gli investitori temono che i loro affari vadano a picco. Inutili gli appelli del leader laburista, Jeremy Corbyn, che ha condannato pesantemente l’operato di Johnson che, pur di gettarsi a capofitto su Brexit, a qualsiasi costo, ha sospeso persino i diritti degli eletti e quindi la democrazia britannica, da troppi ritenuta, a torto, un modello. Così come anche le vibrate proteste, del leader dei liberaldemocratici, Jo Swinson, sono rimaste inascoltate. Questa gravissima interruzione dei diritti dei parlamentari, fino ad oggi, non ha provocato reazioni tra i Tory, il che significa che anche per loro la democrazia, se da fastidio si può eliminare. L’Unione Europea ha avuto la sua lezione: per far entrare nell’UE il Regno Unito, la Commissione dell’epoca, era arrivata a concessioni come non è avvenuto per altri Paesi, anche fondatori.