Roma – Il Pd sorpreso dall’aut aut del M5S. Ma il Movimento è questo

Zingaretti, Delrio e Orlando, segretario del Pd e big del partito, a parte le funzioni istituzionali che ricoprono, appaiono increduli ed anzi sorpresi, davanti alla strategia del M5S. I vertici di un partito strutturato, prima di iniziare la trattativa con il Movimento, ha riunito la direzione nazionale per sapere cosa ne pensava, di tentare una coalizione giallorossa, ed hanno sottoposto, all’organismo politico, i punti qualificanti, da proporre al Premier incaricato di formare un nuovo governo. Orlando si è posto il problema se il Movimento, ha assunto questa posizione, perchè forse ha cambiato idea? Non è così. I grillini non sono disponibili, come hanno sempre affermato, di essere come i partiti politici tradizionali che, non hanno mai stimato per storia e vicissitudini. Va rammentato, in questa circostanza, che Beppe Grillo ha chiesto voti agli italiani, per cambiare interamente il sistema e “risistemare” i palazzi del potere, con riforme vere tanto da cambiare il volto dell’Italia repubblicana. Non si comprende cosa si aspettavano nel Pd un Movimento che non è cambiato e non vuole cambiare. Ma scherziamo? Di Maio, i gruppi parlamentari, Grillo e Casaleggio non vogliono modificare nulla nel Movimento, compresa la consultazione degli iscritti, sulla piattaforma Rousseau, ma semmai arrivare a cambiare i partiti tradizionali, come lo sono più o meno, tutti quelli esistenti, con qualche eccezione. Certo, dal suo punto di vista, dice bene Delrio:” I democratici sono pronti a sostenere lealmente lo sforzo del Presidente incarica Conte. Ma gli ultimatum di Di Maio al Presidente incaricato, sono davvero inaccettabili”. Su questo concorda anche la minoranza del Pd. La deputata, Elena Boschi, ha sottolineato:” gli ultimatum e le minacce di Di Maio sono irricevibili”. Meno duro il segretario Zingaretti che non vuole in testarsi, il fallimento della trattativa con Conte, per un governo, che avrebbe compiti immani per Bilancio, sviluppo ed occupazione, nonostante l’Ue, si dichiara pronta a sostenere un governo che metterebbe all’angolo la Lega, sovranista, di Salvini . Nell’incontro con Conte, il segretario dem ha confermato che occorre una forte svolta per risollevare le sorti del Paese, come dimostrano gli ultimi dati elaborati dall’Istat. Abbassamento delle tasse per i redditi medi e bassi come prima priorità, incentivazioni per la ripresa e riforme, anche come elemento di giustizia, tra i cittadini, eliminando evidenti disuguaglianze. Nessuno, ha la sfera di cristallo per sapere come andrà a finire il tentativo del Premier incaricato Conte, tra due forze politiche, agli antipodi per programmi e mentalità. Gli interessi degli italiani dovrebbero prevalere, su scontri politici o su interessi di botte ga. Ma il periodo repubblicano, post guerra, ci ha insegnato che raramente è prevalso il buon senso e l’interesse dei cittadini.

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