Roma – L’incaricato Conte incoraggiato dal Colle. Un no? Elezioni subito !

Il Presidente incaricato, Giuseppe Conte, di formare un nuovo governo, con M5S e Pd, e cespugli della sinistra, dopo i 20 punti,  presentati dal capo politico del M5S, è tra, il rinunciare all’incarico o accelerare, sia sul programma e sia nelle nomine  per la squadra. Questa mattina, Conte ha incontrato il Capo dello Stato Mattarella, per riferire sullo stato dell’arte e, il Presidente, lo avrebbe invitato a chiudere la sua partita, entro breve tempo. Lo scopo appare chiaro: o M5S e Pd accettano e quindi si procederà agli adempimenti previsti,per far entrare al lavoro, il nuovo esecutivo. Se ci saranno dei no, la strada è quella delle elezioni anticipate, molto velocemente. Questa è stata, l’interpretazione data dai big dei partiti che, dovrebbero convergere, su una maggioranza capace di garantire un esecutivo al Paese. Sa nel Pd e sia nel M5S era viva questa preoccupazione. Ed infatti i capigruppo dei due partiti, giunti a Palazzo Chigi, hanno smussato gli angoli, durante la riunione con Conte, con il quale è inutile parlare di nomi e poltrone:” la scelta spetta al Premier incaricato e ai partiti spetta presentare una terna”. Va anche detto che per i ministeri più ” delicati”: Esteri, Difesa ed Economia i prescelti, devono garantire anche al Capo dello Stato, per ovvie considerazioni, che è inutile ripetere. I capigruppo del M5S e del Pd, hanno lasciato da parte, gli ” ultimatum” per poi trovare, i punti che uniscono e non quelli, che dividono. Di Maio, ha riunito lo stato maggiore del Movimento con i capigruppo che avevano partecipato alla riunione con il Presidente Conte. A questo proposito c’è un intervento di Dibba, il quale si dichiara meravigliato, per la reazione del Pd al programma presentato da Di Maio:” I punti – afferma l’esponente del M5S – sono stati da sempre adottati dal Pd, ma mai portati fino all’approvazione, questa è la volta buona”. Altre riunioni in casa Pd, con Zingaretti, sempre più scettico per un governo che vedrebbe la luce, se la vedrà, tra due partiti che faticano a capirsi, per identità, completamente diverse. Ed è così: se il buongiorno si vede dal mattino, questo esecutivo non avrà, quell’abbrivio che era necessario sin dalla prima fase delle consultazioni, con l Presidente incaricato. Ma la politica italiana  è questa e non c’è da meravigliarsi. Il professore, a digiuno di politica, vada avanti speditamente e vada dal Presidente, con l’elenco dei nomi chiamati a far parte, della squadra di governo e, soltanto in questa occasione si vedrà, chi si assumerà la responsabilità di mandare gli italiani alle urne, non per il programma, comodo paravento, ma per la corsa alle poltrone. L’opposizione divisa si prepara a manifestazioni di piazza. Salvini ne organizzerà due: uno a Pontida e l’altro a Roma. Il leader della Lega ha ottenuto il sostegno, dei governatori e degli amministratori regionali e comunali. Anche FdI si preparano a scendere i piazza mentre, Forza Italia, ha assunto una posizione diversa: Berlusconi ben conosce che, il suo partito è in una fase delicata, ma non rinuncia ad elezioni anticipate, con tutta la destra unita. Un desiderio che è destinato a non realizzarsi: la Lega vuole andare per conto suo per pescare, tra  parlamentari del M5S che non sarebbero ripresentati, per tornare i Parlamento. E dire che il governo M5S – Pd ha ottenuto, ancora prima di nascere, la benedizione dell’Unione Europea e della finanza privata. Ma, questa situazione favorevole, non ha aiutato, il Movimento e il Pd, a trovare subito l’accordo, sacrificando ambizioni personali.

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