Si complica sempre di più, l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Michel Barnier, negoziatore europeo su Brexit ha, nuovamente confermato che il massimo della flessibilità che l’UE può concedere, ad uno Stato membro, è il Backstop. Un intervento che riguarda, il contestato confine irlandese, che tornerebbe concretamente reale, e che il Premier Boris Johnson, vuole cancellare dall’accordo in uscita. Barnier sulla questione, molto importante per l’UE, l’Irlanda e Regno Unito, ha rilasciato una dettagliata intervista, al Sunday Telegraph, perchè il Premier inglese sappia a cosa va incontro. Nella stessa intervista,l’UE lascia le porte aperte, ad altra soluzione studiata a Lndra, ma alla condizione che rispetti i trattati esistenti e sottoscritti, da tutti gli Stati che fanno parte, dell’Unione. Il Premier inglese, davanti alle manifestazioni di protesta che da Londra, si sono estese a tutto il Paese, con il leader laburista, Jeremy Corbyn, sulle barricate per la chiusura del Parlamento, decisa dal Premier in carica e, approvata, dalla regina. Una condizione di forte disagio politico che sta contagiando, una parte dei parlamentari conservatori che, nel fine settimana, hanno incontrato i loro elettori per apprendere che, non li voteranno più, per aver messo il bavaglio alla democrazia. Ma il Premier è deciso a non mollare ed ha avvertito i membri del gruppone Tory:” O state con me o con Corbyn”. Un, aut aut, che Johnson ha ritenuto necessario per evitare che, davanti alla protesta popolare esplosa in tutto il Paese, una parte dei suoi parlamentari possa non condividere, la strada intrapresa dal Primo Ministro certamente antidemocratica e inaccettabile, anche da un punto di vista morale. La Brexit, il no deal, la chiusura di Westminster e il confine tra l’Irlanda del Nord e del Sud, sono tutti elementi esplosivi che non dovrebbero, essere affrontati con la forza. E l’Unione Europea ha avvertito, il Premier Johnson, che non avrà un trattamento diverso da quello sottoposto alla May. Non un atteggiamento anti inglese, come si rinviene facilmente, nelle regole sottoscritte da tutti gli Stati membri dell’UE. Johson minaccia il no deal, cioè l’uscita dall’Europa senza nessun accordo, faccia come crede, ma il rischio che corre il Regno Unito è molto elevato.