I roghi si moltiplicano nella foresta amazzonica, il polmone del Mondo, già in pericolo per il cambiamento climatico sta subendo, un’altro duro colpo. Il Presidente del Brasile Bolsonaro sta per decidere di inviare l’esercito ma per farlo, va approvato un apposito decreto, che tarda. Esperti affermano che non s tratta di autocombustione ma di quanti hanno l’interesse, di guadagnare terreni da destinare a pascoli. La realtà è che in tutti i Paesi cresce la preoccupazione di quest incendi che stanno divorando superfici vastissime. La Commissione dell’Unione Europea ha esternato, la sua preoccupazione ed ha proposto, al Presidente del Brasile, aiuti qualora accettati. In particolare c’è stata l’iniziativa del Presidente della Francia, Macron, appoggiata dalla Cancelliera, Angela Merkel, di discutere l’importante problema, al prossimo G7 che si terrà a Biarritz. La reazione del Presidente Bolsonaro, contro Macron, è stata durissima:” Parigi mostra ancora una volta una mentalità colonialista ed alimenta puro sensazionalismo”. Appare sempre più evidente che, la foresta amazzonica, è un polmone importante per l’intero Pianeta ed i governi non dovrebbero occuparsene solo, quando scoppiano incendi ma sempre, contribuendo economicamente, al mantenimento di un bene universale. Si dovrebbe stipulare un accordo mondiale, con il governo brasiliano per aumentare la sorveglianza, nel preservare la vastissima foresta utile a tutti gli abitanti della Terra, accollandosi le relative spese. Ecco come affrontare il problema ed evitare scontri con il governo brasiliano, peraltro inevitabili. Non si può proporre ad una Nazione, che possiede questa immensa foresta necessaria a tutti, di intervenire per bloccarne la distruzione. Troppo comodo, così come lo è il problema del cambiamento climatico. Tutti si dicono preoccupatissimi, ad ogni latitudine ma poi, dai Comuni fino agli Stati, che dovrebbero mettere al primo posto del programma, la difesa del territorio da discariche, più o meno abusive, fino all’inquinamento delle acque fluviali, marine e di falda, “dimenticano” il vero problema che darebbe il “là” al loro mandato e tutto prosegue come prima o peggio di prima.