Londra – Johnson ai parlamentari tory:” Stop alla democrazia o elezioni”

Boris Johnson è davvero un furbacchione. Ha rilanciato per Brexit la palla ai Tory che siedono in Parlamento. La sua affermazione è gravissima se si considera che il Regno Unito, fino ad oggi, vie ne considerato un Paese democratico. Il Premier, davanti ai Tory che non sono d’accordo, a chiudere il Parlamento per non consentire un libero dibattito sull’uscita dall’UE, ha minacciato una catastrofe politica. Johnson è arrivato a sostenere che un “sì” al tentativo di sottrarre il controllo del calendario al governo, per una legge favorevole ad un ulteriore rinvio Brexit, equivale ad un voto di sfiducia e apre la strada ad elezioni anticipate. Incredibile di come usa la libertà dei parlamentari questo ” genio” della politica. Se c’è, una maggioranza in Parlamento che vuole discutere, ed evitare il no deal, cioè all’uscita del Regno Unito dall’UE, senza nessun accordo, e chiede più tempo il Premier, ” democraticamente”, chiude il Parlamento e mette il bavaglio a chi non la pensa come lui. Assurdo, incomprensibile ed è uno schiaffo al sistema parlamentare e alla libertà dei membri eletti. Dal canto suo l’Unione Europea, in una conferenza stampa tenuta dalla portavoce della Commissione, Mina Andreeva, ha reso noto che, i negoziati a livello tecnico continuano e che la Commissione è pronta a discutere, proposte alternative al Backstop, alla condizione che siano compatibili con l’accordo già negoziato. L’atteggiamento del Premier inglese, nei confronti dei suoi parlamentari e dell’Unione europea, si avvicina molto ad un atto di pirateria politica: ” O sostenete la mia strategia o tutti a casa”. Orribile figura nel mondo? Non importa. E’ più importante non applicare gli accordi negoziati dalla May. Il problema di ripristinare un confine fisico, tra l’Irlanda del Nord e quella del Sud, non voluto dal popolo di quel Paese, sottovalutato al punto che non viene nemmeno considerato. Tutto il mondo sa cos’è accaduto tra gli irlandesi che si sono affrontati, armi alla mano, muovere un tassello potrebbe provocare un’altre guerra interna all’Irlanda. Ma a Johnson non interessa l’importante è che il “genio” abbia la partita vinta.

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