Roma – Conte bis è cosa fatta. In maggioranza: M5S, Pd, Leu, più cespugli

Il governo Conte bis è varato. Domani l’adempimento del giuramento dei ministri, davanti al Presidente della Repubblica Mattarella, e tra lunedì e martedì prossimi verrà chiesta la fiducia al Parlamento. Il programma stilato non è stato approfondito in tutti i punti, ci sono alcune priorità che saranno oggetto di nuove riunioni, del Premier con  i capi delle “delegazioni”: per il M5S Di Maio e per  Pd Delrio. Si tratta di un esperimento nuovo, tra i due partiti principali M5S e Pd, che non sono complementari ma competitivi ed  hanno pochi punti in Comune. Ma, i leader del Pd Zingaretti e dei 5S Di Maio, hanno aderito all’invito di  Conte di formare un governo che possa, far decollare l’Italia e superare le tante difficoltà degli italiani. Il Premier, dopo aver sciolto la riserva, ed ottenuto dal Capo dello Stato il via libera, per i ministri del Bilancio, Difesa ed Esteri ha letto il documento ai giornalisti. Ecco il testo integrale.” Forte di un programma che guarda al futuro dedicheremo le nostre migliori energie, le nostre competenze, la nostra passione a realizzare un’Italia migliore, nell’interesse di tutti i cittadini”. Dopo c’è stata la dichiarazione del Presidente Mattarella, visibilmente soddisfatto per il suo lavoro, nel pieno rispetto della Costituzione:” C’è una maggioranza parlamentare e si è formato un governo che, nei prossimi giorni s presenterà alle Camere per chiedere la fiducia”. Le regole della democrazia sono state rispettate così come vuole la Carta. Il Premier ha già incontrato, non solo per una visita di cortesia, ma anche per fissare i tempi per la convocazione del Parlamento, la Presidente del Senato Casellati e della Camera Fico. Il nuovo governo inizierà ad operare una volta ottenuta la fiducia delle Camere, intanto nessuna tregua, viene affermato ci sono provvedimenti pronti, da riesaminare e leggi da studiare, con estrema attenzione. L’opposizione, con Salvini, leader della Lega, in testa darà battaglia ad un governo definito ” debole e non coeso destinato a durare poco”. Così la pensa anche la Meloni, segretaria di FdI e FI, ma con minore foga. Berlusconi che è nei popolari europei non vuole sganciarsi da questa realtà con un partito, tra l’altro, in aperta crisi.

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