Il governo M5S – Pd al 90% si farà. La forsennata girandola di incontri, tra il segretario del Pd Zingaretti e il capo politico del M5S Di Maio, ripetuto in serata con la partecipazione, del premier dimissionario Conte, consente di affermare che l’accordo sia vicino, anzi concluso. E’ tanto vera questa interpretazione dei fatti che il Quirinale ha ottenuto, le necessarie garanzie richieste, per comunicare che domani inizieranno le consultazioni, aperte proprio perchè c’è la concreta possibilità di varare un esecutivo. Domani saliranno dal Presidente della Repubblica, il Capo dello Stato Emerito, Napolitano, quindi la presidente del Senato Casellati, della Camera Fico poi sarà la volta dei partiti e per ultimo, ma mercoledì, salirà la delegazione del M5S. Si sono incontrati con il segretario i capigruppo Marcucci e Delrio, ed è stato proprio Marcucci a dichiarare alla stampa:” Non ci sono veti, vogliamo parlare di contenuti” e sull’ipotesi riconferma del premier Conte ha ripetuto” non ci sono veti”. Domani è prevista anche, l’assemblea congiunta dei capigruppo del M5S, mentre la direzione nazionale del Pd è stata convocata per le 18 con all’Odg:” crisi di governo”. C’è stata un’ articolata dichiarazione del segretario Pd Zingaretti che conferma quello che ha detto sin dal primo giorno:” Voglio difendere l’Italia dai rischi che corre , che vuol dire anche difendere le idee degli uni e degli altri, la dignità, i valori e la forza del Pd. Bisogna ascoltarsi a vicenda. Le ragioni degli uni e degli altri e mi auguro che, nelle prossime ore, ci sia la possibilità di farlo. Finora non è avvenuto. Servono elementi di discontinuità, sia nei contenuti e sia nella squadra da costruire”. Un appello che ha dato il suo esito. In serata con la riunione a tre Di Maio. Zingaretti e Conte. A questo punto rimangono l’ultimazione della discussione sul programma e poi toccherà, al premier designato, che non potrebbe essere che Conte, la formazione della squadra, su indicazione dei due partiti della coalizione, giallorosso. Se non andiamo errati il governo potrebbe essere chiamato al giuramento, nel corso della settimana. Non sappiamo chi ha vinto e chi ha perso in questo braccio di ferro, Di Maio e Zingaretti. Non sappiamo cosa è stato offerto, in termini di ministeri pesanti, dal M5S per la riconferma del premier Conte. Alla vasta platea degli italiani il fatto che rimarrà il dimissionario Conte, segna la vittoria del M5S, che, sin dall’inizio della trattativa, ha puntato ad un obiettivo è lo ha centrato. Appare evidente che in politica tutto è possibile: c’è una notte ed circa 48 ore alla chiusura del cerchio, ma se dovesse accadere che salti il tavolo, giunti a questo punto, verrebbe messa in discussione la forma democratica della nostra Repubblica.