Roma – Il Conte bis sarà favorito dall’UE. Se fallisce la Lega al 60%

Il governo Conte bis è, il più a sinistra che l’Italia abbia avuto, nell’epoca repubblicana. Il centro è rimasto tagliato fuori, anche se i leader del M5S e Pd, rifiutano di continuare a parlare in termini di sinistra, centro e destra. Il ministro degli Esteri designato, Di Maio, ha più volte significato che questa suddivisione, apparterrebbe al passato, ma non al presente. L’elettorato, chiamato a votare s esprime, secondo il tipo di messaggio, che si riesce a far giungere agli italiani. Gli elettorati “fissi” sono un lontano ricordo dei tempi del Pci, della DC o del MSI, ora è tutto diverso e la dimostrazione va trovata, nelle politiche del 2018. Il Conte bis nasce con il vento in poppa: gode del favore del Presidente degli Stati Uniti Trump, dell’Unione Europea pronta, a cambiare alcune regole sull’immigrazione, che penalizzano il nostro Paese. E proprio oggi, la prossima presidente della Bce, Lagarde, in una conferenza stampa ha dichiarato di voler favorire, una politica espansiva che favorisca un rilancio dell’economia, in tutti i Paesi aderenti all’Unione Europea. La nuova Commissione, che si insedierà ad ottobre, sta tracciando le sue linee guida, che in alcuni punti, sono molto vicini a quello che chiedeva, il governo italiano M5S – Lega. Una strategia che punta decisamente ad aiutare, i governi che non danno spazio, ai sovranisti e populisti, forze che dichiarano di essere contro l’Unione Europea, non solo così com’è oggi, ma puntano a riconquistare un’autonomia nazionale totale. Il nuovo governo ha lanciato una sfida: riuscire a trovare un comune denominatore per durare un’intera legislatura ed eleggere, quindi, anche il nuovo Presidente della Repubblica. Per riuscire a raggiungere la fine della legislatura non basta, come afferma, il Premier Conte, impegno e competenza ma, sia il M5S e sia il Pd, dovranno riuscire ad abbandonare, le posizioni che caratterizzano, le due forze politiche, e varare provvedimenti, anche se non condivisi, nell’interesse degli italiani. Se invece il Movimento dirà no alle infrastrutture, alla realizzazione di opere pubbliche, al favorire insediamenti produttivi, ad eliminare il pattume, senza proporre soluzioni alternative valide, i problemi non saranno risolti. Certo è giusto puntare a tutti i provvedimenti green ma, fino a quando a partire dall’energia, non si raggiungerà una produzione sufficiente, appare necessario rifornirsi, del carburante necessario, per garantire una vita civile agli italiani. Così come appare chiarissimo che Lega e FdI non daranno tregua al Conte bis e faranno di tutto per metterlo in difficoltà. La guerra è stata dichiarata, non solo in Parlamento ma anche nelle città e Regioni, cioè in molte parti d’Italia, dove il centrodestra è maggioranza.

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