Al 99% il governo M5S-Pd nascerà, con Premier Conte, tornato a mediare tra M5S e Pd. Al di là dei colpi di spalla, delle mancate riunioni dei big dei due partiti, al di là delle diversità che carat terizzano, il Pd e il Movimento, che si muove su una piattaforma ben precisa, con un linguaggio spesso improntato ad aut, aut, l’esecutivo nascerà. E’ indubbio che, per un partito strutturato come lo sono i democratici non sarà facile, ma il tentativo di evitare le elezioni anticipate e consegnare il Paese al centrodestra, è stato motivo sufficiente per proseguire, nel varare un governo di necessità. Ma c’è anche un’altra motivazione che va detta: i parlamentari, in generale, non vogliono andare a casa dopo 18 mesi di legislatura: hanno un buon reddito e se vengono sciolte le Camere, per la maggior parte di loro, ci sarebbe lo spettro della disoccupazione. Lo chiamerei un governo ” comunque” che, speriamolo tutti, riesca a presentare un programma decente con ministri capaci di attuarlo. Lo spettacolo offerto, per mesi dai due vicepremier, Salvini e Di Maio, è una pessima esperienza non apprezzata nè dagli italiani, nè dagli europei e nemmeno oltreoceano. Uno spettacolo, così becero, da convincere gli stessi autori a darsi un addio definitivo. Il governo si farà, con un’ostaggio prezioso: Il segretario del Pd Zingaretti che avrà, da mane a sera, una spada sulla testa. Una volta che il Presidente del Consiglio e i ministri avranno giurato, la partita la potrà giocare soltanto Matteo Renzi che ha spinto, il Pd nelle braccia del M5S. Evitate le lezioni anticipate l’ex Premier, il fiorentino, ha una squadra di parlamentari, già folta e in aumento, da poter togliere l’ossigeno al segretario Zingaretti. Molto incerto cosa accadrà all’attuale leader della Lega, Salvini, che esce con la formazione del governo giallorosso, con le ossa rotte. Così come Di Maio, ha vinto la battaglia per Conte, difeso a spada tratta da Grillo, ma nel M5S ci sono, Fico e Di Giambattista, nonchè gli ortodossi poco disponibili a perdonare, il capo politico, che ha perso tutte le elezioni, dalle europee in poi ed ha fatto dimagrire, il Movimento, con la scheda, dal 33 al 17% ed ora, dato dai sondaggi, ad uno striminzito 14%. Il Pd di sicuro non farà nulla, per far tornare a crescere il M5S tanto che, nei corridoi dei palazzi romani frequentati dai pidiellini, c’è chi afferma:” La prima batosta al Movimento l’ha assestata la Lega di Salvini, ora tocca a noi farli sparire dalla scena politica”. Non è affatto una battuta ma qualcosa di più: Franceschini, Orlando, Delrio sono politici a tutto tondo e sanno molto bene, come governare, e togliere il terreno sotto i piedi dell’occasionale e scomodo alleato. Le due forze che faranno il governo non sono complementari e le differenze sono sostanziali. Su tutto questo, M5S e Pd, si devono guardare attorno, 24 ore su 24, per verificare cosa sta facendo il fiorentino, pronto al momento giusto a scatenare l’inferno, per giustificare la nuova formazione politica alla quale, sta lavorando da tempo.