Roma – Il M5S a Conte:” 20 condizioni per il governo o elezioni”

Non mi ha affatto sorpreso l’incontro tra il Premier incaricato, Giuseppe Conte, con il capo politico del M5S, Luigi Di Maio. Il Movimento, non ha cambiato nulla, dalla sua impostazione iniziale, ed ha portato 20 punti del suo programma, sottolineando che si tratta di indirizzi non negoziabili. Di Maio è il portatore di decisioni concordate con i gruppi parlamentari, con Grillo e Casaleggio, ed ha difeso, i provvedimenti assunti con il governo precedente, dopo aver saputo che c’era, chi voleva apportare modifiche. Le motivazioni di una presa di posizione così intransigente, più vicina ad un ultimatum che all’apertura di una trattativa, se si legge con attenzione il documento, ha più di una motivazione. Ottenuta l’approvazione dei parlamentari, i 20 punti devono essere accettati anche dalla maggioranza degli iscritti, circa 120 mila, che utilizzeranno la piattaforma Rousseau. Piaccia o non piaccia, il Movimento si muove su questa linea che, nonostante messa in discussione, sarà rispettata fino in fondo, con tutti i rischi insiti, in questo tipo di consultazione. Il linguaggio usato da Di Maio può irritare, quanti potrebbero essere compagni di viaggio, in una coalizione di governo? Il problema se lo pone solo chi ritiene che il metodo sia sbagliato e che, ponendo in votazione il documento programmatico, se bocciato, bloccherebbe ogni ulteriore incontro con il Premier incaricato. Ma c’è anche un’altra motivazione, porre condizioni a Conte, indicato dal M5S alla guida del governo, è un chiaro messaggio, ai potenziali alleati del nuovo esecutivo. Il Presidente del Consiglio incaricato, non è iscritto al M5S,  ma è stato indicato in quanto, a parere del M5S, ha dimostrato onestà nello svolgere il suo ruolo, fino a giungere in Senato, a narrare quello che era, realmente accaduto nel precedente governo, con la Lega di Salvini. Di conseguenza se ci sarà un vice Premier del Pd non potrà mancare, un vice anche del Movimento, per ragioni ovvie di equilibrio nell’esecutivo. Di Maio ha concluso il suo intervento, dopo aver incontrato Conte a Palazzo Chigi, e poi sul blog delle stelle, con una frase precisa detta per la prima volta:” se verranno messi in discussione i nostri 20 punti e la nostra strategia si vada ad elezioni anticipate”. I fatti sono questi e si possono giudicare come si crede ma c’è chiarezza, sia pure con aut aut, che  in politica sono molto pericolosi.

Lascia una risposta