La trattativa, tra M5S e Pd, va avanti nel tentativo di dare un governo agli italiani. Le differenze, tra la due forze politiche sono sostanziali, ma un accordo potrebbe avvenire, se le delegazioni finiranno per trovare, punti d’intesa sufficienti per garantire, un esecutivo stabile che duri fino alla scadenza naturale della legislatura. Ma il problema è un altro. Le delegazioni del M5S e del Pd, partono, da posizioni politiche e culturali, molto distanti. Solo alcuni esperti, vedono delle affinità che non ci sono e, non ci potrebbero essere. Il Pd è una forza politica che giunge a questa sigla, dopo un lunghissimo cammino, durato decenni, per approdare ad una sinistra moderata. Il Movimento, fondato da Beppe Grillo, davanti alle crisi continue di governo, all’instabilità costata non poco al Paese, ha lanciato l’ idea di entrare, in campo aperto, sgomberare il terreno dalle forze politiche ” tradizionali” e arrivare al potere, per attuare un programma di riforme capaci di con sentire all’Italia, di approdare ad una nuova stagione completamente diversa dalle precedenti. Ora il ragionamento diventa meno complicato. Se nascerà un nuovo esecutivo M5S – Pd, sarà stato raggiunto un compromesso dove, ognuna delle due forze, avrà perso la sua primitiva identità. Chi rischia di più è il Pd che, fino a poco prima di aprire le trattative con il Movimento, nonostante i grossi problemi interni che nessuno nega, era proteso a recuperare quell’elettorato che l’aveva abbandonato, per la scarsa chiarezza nell’azione e negli obiettivi. Rischia non molto meno, il M5S in quanto, dopo l’esperienza non esaltante, come definita dai leader di questo partito, dopo aver accettato la coalizione con la Lega, ha perduto una identità che faceva del Movimento, l’unica forza di rottura, del vecchio modo di governare un Paese, in crescenti difficoltà economiche e di sviluppo. Per dirla in breve, se sarà trovato un accordo, tra il Pd e Movimento, sia pure per affrontare i grossi problemi che ben conosciamo, sia il Pd e sia il M5S continueranno a perdere le loro identità finendo, per non essere più riconoscibili dagli elettori. Se questa analisi, discutibile quando si vuole ma reale, si rivelasse esatta, M5S e Pd aprirebbero, alla Lega, cioè alla destra sovranista, un’autostrada, per andare al potere, con una maggioranza assoluta: gli errori commessi dalle Lega potrebbero essere perdonati, per una identità comunque intatta. Basta domandarsi come è stato possibile il balzo dal 17 al 33% alle Europee. Un mancato accordo tra Pd e M5S darebbe la possibilità, alle due forze politiche, di dimostrare che non esiste un problema di poltrone ma di mantenere una identità intatta, oggi dote preziosa, dopo i troppi bizantinismi, che durano da molto tempo e che hanno portato l’Italia a contare, sempre di meno, sullo scacchiere mondiale e nel Mediterraneo.