Roma – Salvini e parlamentari:” Elezioni subito”. Tacciono governatori e leghisti doc

Matteo Salvini, ministro per gli Interni, che ha staccato la spina al governo Conte,  è sostenuto, con decisione, dai parlamentari della Lega. Oggi hanno manifestato, davanti al Parlamento per ot tenere subito elezioni anticipate. E’ però accaduto un fatto che va esaminato con attenzione: i governatori della Lega: Massimiliano Fedriga, Friuli Venezia Giulia; Luca Zaia del Veneto e Attilio Fontana della Lombardia, per non parlare dei tanti sindaci, assessori regionali e comunali eletti, nella lista Lega, non hanno assunto nessuna posizione di appoggio, al loro leader, per l'”operazione elezioni anticipate”. Con questo non si può affermare che leghisti di ferro, come lo è Fedriga, sia in contrasto con il segretario Salvini ma non c’è stata, quella reazione tipica di un partito sovranista, che riesce a mobilitare non solo gli iscritti, ma anche quanti hanno votato convintamente alle Europee Lega, facendo schizzare il partito la Lega, dal 17 al 33%. Così come non meraviglia il silenzio, di Roberto Maroni, da tempo non i sintonia con il leader del suo partito. E’ possibile che in questa fase di consultazioni, con il Presidente della Repubblica Mattarella, la Lega stia preferendo, un profilo basso, nel tentativo di ottenere elezioni subito. Ma potrebbe anche esserci del dissenso per una crisi che ha bloccato e, rinviato sine die, la trattativa tra Regioni leghiste  e il governo centrale, per ottenere maggiori risorse economiche e riforme, utili per mantenere il passo con i  Paesi europei. Un potenziale ipotetico dissenso che la Lega deve  evitare nelle Regioni e Comuni, dove amministra con altre forze politiche. Si tratta di un’analisi che non ha nessun rapporto con notizie di dissensi, nel partito di Salvini che, mai come in questo momento ha necessità della massima coesione. Il segretario della Lega, unitamente al suo gruppo parlamentare, ha puntato ad elezioni anticipate, sin da dopo l’elevato numero di consensi ottenuti per le europee per il superamento di una politica governativa, frenata dal M5S. Il ministro dell’Interno ha più volte denunciato l’insofferenza del suo partito ai troppi “no” della Lega fino a giungere alla crisi del cover no giallo – verde. Nei prossimi giorni si saprà di più, su questo silenzio dei leghisti, che riguarda tutta Italia è una strategia politica? Forse. Fino ad oggi, comunque, non è affiorato alcun dissenso chiaramente espresso.

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