Il ministro per gli Interni, Matteo Salvini, ha già firmato il divieto, di ingresso, transito e sosta in acque italiane, alla nave Eleonore della Ong tedesca. L’imbarcazione ha caricato migranti e non naufraghi, ( cosa ben diversa ). Il provvedimento è stato già trasmesso, viene reso noto dal Viminale, al ministro della Difesa e delle Infrastrutture. La titolare della Difesa, Elisabetta Trenta, ha già firmato e si attende quella del ministro, Danilo Toninelli, per rendere efficace il blocco. Una storia amara, che si ripete ormai con una frequenza che merita, maggiore attenzione, da parte dell’Unione Europea. La Commissione uscente, guidata dal Presidente Juncker, non è riuscita a trovare una soluzione, per le notevoli differenze sull’accoglienza. che esistono tra i vari Paesi aderenti all’Unione. Ma il peso di una immigrazione, non controllata, non può essere affrontata da Grecia, Malta e Italia, cioè i Paesi che hanno i porti più vicini, ai criminali schiavisti di stanza prevalentemente,i in Libia. Non c’è che augurarsi che la nuova Commissione cambi Dublino, modifichi le norme attuali e attui il disegno, di una polizia di frontiera dei confini europei, non solo per quelli Sud, ma per tutti gli altri di ingresso illegale. Nel contempo, non solo l’UE ma le organizzazioni mondiali, entrino in questa realtà, e organizzino ingressi controllati, in tutti i Paesi europei, con quote prestabilite e con mezzi messi a disposizione dall’UE. Il fenomeno immigrazione verso l’Europa non può essere lasciato, vale la pena ripeterlo, nelle mani di criminali, così come non si può assistere ad un Mediterraneo, ridotto ad un immenso cimitero, senza un intervento intelligente e attentamente studiato. Bruxelles e l’Onu nonchè, altre ricche organizzazioni internazionali lautamente finanziate, si uniscano per creare, dei ponti legali, senza mettere in pesanti difficoltà, anche morali, i Paesi dell’UE che si affacciano sul Mediterraneo. Difficile? No! Basta impegnarsi seriamente e non far ricadere, un problema di queste dimensioni, sulle spalle di tre Paesi.