Roma – Segreteria dem al M5S:” Svolta in 5 punti”. Renziani “Sì…ma…”

La direzione del Pd, all’unanimità, ha approvato la linea per un governo di legislazione, da tentare con il M5S, ma a determinate condizioni. Nel documento non c’è il no di Zingaretti, ad un Conte bis, anticipato al capo politico del Movimento Di Maio, già ieri sera. Tra i dem c’è una forte preoccupazione per il Bilancio in salita per evitare l’aumento dell’Iva: 23,5 miliardi da reperire non si sa come.  Questa realtà è il punto di partenza per imbarcarsi in una trattativa con Il M5S: se non si trova una soluzione compatibile con la politica di “discontinuità dopo il fallimento del governo del cambiamento” è inutile tentare un’impresa impossibile. Allo stesso tempo, il segretario dem, Zigaretti, ritiene pericoloso, un governo di transizione, che porti ad elezioni”. Per dirla in breve incognite tante certezze poche. Comunque la direzione dem ha posto cinque punti, da rispettare per un governo di coalizione con il Movimento: politica in continuità con l’Unione Europea; pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa e centralità del Parlamento; cambio della gestione dei flussi migratori, con pieno protagonismo, dell’Unione Europea; svolta nelle politiche economiche e sociali, in chiave redistributiva  per favorire una stagione di investimenti”. Di Maio ha cercato da Zingaretti, rassicurazioni sul governo di legislatura cioè voleva la garanzia che Renzi e i parlamentari del suo gruppo, non staccassero la spina, durante il percorso tracciato dai due partiti. Il segretario del Pd  ha risposto, onestamente, che questa assicurazione non poteva darla perchè non dipendeva da lui.  Non è affatto un caso che, Maria Elena Boschi ex ministro con Matteo Renzi, alla domanda se lei avesse accettato di entrare in un governo giallorosso ha risposto:” Io con il M5S? No grazie”. Inoltre l’ex ministro ha aggiunto:” Garantiamo l’appoggio all’esecutivo con un programma chiaro e forte, come esposto dal segretario Zingaretti. Ci vuole un impegno molto importante sui contenuti. Certo noi preferiamo un governo istituzionale. Se sarà di legislatura vedremo”. Un vero e proprio altolà a dimostrazione che i renziani, non sono affatto in disarmo, ed anzi ci sarebbero state trattative, come noto, con altre componenti politiche per promuovere, una forza politica in grado di catalizzare l’elettorato non solo di centrosinistra. Non è un mistero che i rapporti nel Pd, tra l’attuale segreteria e la componente renziana, siano concretamente molto difficili se non inesistenti. Un fattore che potrebbe condizionare le decisioni, del Presidente della Repubblica Mattarella, che ha iniziato le consultazioni per trovare una soluzione per superare lo scoglio più importante: il Bilancio dello Stato nell’alveo degli accordi raggiunti con l’Unione Europea e ottenere stabilità con un esecutivo di legislatura.

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