Strasburgo – Plenaria:”Autocritica sull’austerità avventata”. Ma è tardi

Plenaria a Strasburgo in vista delle elezioni di primavera, ormai alle porte.Il Presidente della Commissione UE, Juncker ha dovuto ammettere:” Durante la crisi del debito c’è stata un’austerità avventata. Non siamo stati solidali con la Grecia e me ne rammarico.  Ma sono felice che Grecia, Portogallo ed altri Paesi, se non hanno raggiunto un posto al sole sono nel contesto di nazioni amiche”. Il Presidente della BCE ha nuova mente avvertito:” Oggi la maggior parte delle sfide  globali possono essere affrontate soltanto da tutti i Paesi UE insieme”. Non si può dire che, Draghi abbia torto visto che le economie ormai sono continentali: America del Nord, Cina e Russia. Una sfida o una crisi economica, davanti a questa realtà colossale, affrontata da una singola nazione non può che perdere non solo la sfida ma anche la libertà. La nuova guerra, che si profila, è questa: la conquista dei Paesi che affrontano l’economia globale senza collegamenti economici importanti e vincolanti. Questo però non significa che per raggiungere questa realtà economia continentale i Paesi membri devono  rinunciare a come destinare le proprie risorse.  Giusto anche l’intervento di Tajani, Presidente dell’Assemblea UE che ha rammentato, forse anche a se stesso, che:” Non è possibile quello che accade oggi nell’Unione dove solo u giovane su  due trova lavoro”. Un problema figlia dell’austerità e della Troika imposta alla Grecia e di un’austerità selvaggia che ha distrutto l’economia di decine di migliaia di  famiglie. Ma al timone c’erano quelli che oggi fanno autocritica alla Plenaria, con forte ritardo, su quello che si doveva e poteva fare non solo a favore della Germania, come continua ad affermare il Presidente Usa Trump.

Roma – Arrestati due magistrati corrotti. L’inizio del cambiamento?

E’ scandalo! Arrestati due magistrati, attualmente in servizio presso il Tribunale di Roma, per una sere di reati commessi, quando erano al Tribunale di Trani. I due magistrati sono Antonio Savasta e Michele Nardi. Le accuse pesantissime: associazione per delinquere , corruzione in atti giudiziari  e falso. I fatti sono accaduti tra gli anni 1914 e 1918. Per le stesse accuse è stato tratto in arresto l’ispettore di polizia, Vincenzo Di Chiaro, in servizio a Corato, un centro pugliese poco distante da Trani. I due pm, avevano garantito per anni, sentenze favorevoli ad imprenditori  in cambio di soldi, gioielli e diamanti. La notizia ha del clamoroso:  fino ad oggi la “casta” dei magistrati era praticamente intoccabile, anche se non pochi, conducono una vita molto al di sopra dei loro ottimi emolumenti. A Trani la notizia ha sconvolto la normale vita di una cittadina di provincia, portata d ‘esempio in Italia, per laboriosità, correttezza, pulizia di strade piazze e dei giardini sul mare. Nessuno si aspettava arresti così clamorosi, anche gli avvocati che lavorano in quel Tribunale, che è più molto più antico di quello di Bari. Nei guai sono finiti anche avvocati, uno del Tribunale del capoluogo regionale, Cuomo e, il suo collega, Serecola, del Foro di Trani. Tutti e due sospesi dalla professione per 12 mesi. Non è possibile aggiungere nulla a notizie di questa drammaticità. La realtà è che l’Italia corrotta è riuscita a distruggere e sconvolgere le regole di un popolo civile che era riuscito a far rimanere il problema della corruzione, nei limiti in cui è presente ovunque nel mondo. La condizione è che il marciume non diventi regola capace di travolgere l’onestà nelle attività, costrette a fare un passo indietro per una concorrenza sleale imbattibile. Questi arresti aprano una nuova  stagione, siano un colpo di frusta ad un governo che si autodefinito del cambiamento e pretenda che ogni pubblico dipendente, mostri alla Guardia di Finanza, quello che avevano una volta entrati in servizio e cosa hanno ora, loro, i parenti ed affini. Se si dovesse procedere su questa strada, il ministro alla Giustizia Bonafede e il governo Conte passerebbero alla storia per la sterzata morale data all’Italia e agli italiani

Roma – Appello CEI ai cristiani per l’accoglienza. Sì di Salvini stretto controllo

La Cei, con il suo documento sull’accoglienza dei migranti, rischia di andare allo scontro con il governo in carica. Il cardinale, Gualtiero Bassetti, durante i lavori, dell’organo vaticano, ha lanciato un appello ” Ai libe ri e forti” rammentando che il 18 gennaio di 100 anni fa, Don Sturzo, fondò i Popolari per l’Italia, partito per garantire, l’integrità del cristianesimo, nel pieno rispetto della laicità. Bassetti è tornato più volte  sull’unione dei cristiani, senza interessi di bottega, perchè riescano a superare, confusione e smarrimento, nell’interesse dell’unità del Paese. ” Bisogna fare rete – ha detto ai liberi e forti – per evitare di dividerci sui migranti per conoscere, condividere e valorizzare  l’esperienza dell’innovazione”.  ” Come Chiesa – ha sottolineato il cardinale Bassetti – faremo la nostra parte con pazienza e coraggio, senza deflettere da un compito difficile ma che va affrontato dai cristiani”. Nulla da aggiungere, la Cei non poteva che seguire questa strada, così come vuole il Vangelo. Non a caso il  Santo Padre, si spende quotidianamente su questo argomento che non può essere sottaciuto, per la valenza che ha nella vita, di ogni credente.Il problema è che proprio oggi il governo ed in particolare il ministro dell’Interno Salvini, ha confermato la linea durissima ad una immigrazione incontrollata che rischia di far saltare, la pacifica civile convivenza, che proprio il suo ministero deve garantire. Il ministro Salvini è preoccupato in quanto in Italia ” pascolano” illustri sconosciuti, con false generalità, spesso non rintracciabili e che, potrebbero scatenare un uragano nel nome di Allah, così come accaduto in mezza Europa. Salvini, indirettamente, così buona parte degli italiani, è per un’accoglienza controllata, che giunge in Europa, tramite corridoi umanitari aperti a quanti, secondo il diritto internazionale, fuggono da persecuzioni e guerre,. Solo questi – ha ribadito il ministro –  hanno diritto al mantenimento e all’assistenza. Queste caratteristiche fondamentali, secondo i dati del ministero dell’Interno, riguarda, si  e no, il 7 o 8% di chi oggi è in Italia. E gli altri? Per il ministro Salvini, porti e aeroporti rimarranno sbarrati, fino a quando l’UE non cambierà registro e approderà, ad altri fondamentali accordi, che non possono essere rinviati o poggiati soltanto sul dio – euro.