Bologna – Zingaretti nel suo discorso si toglie dei “sassolini” dalle scarpe

Il segretario del Pd, Zingaretti, prima di partire da Bologna, dove è restato tre giorni per le regionali, ha tenuto un discorso e si è tolto qualche “sassolino” dalle scarpe. Il vertice dei dem ha detto, tra l’altro:  “Stiamo attraversando un momento difficile per una esperienza di governo nuova, ma ribadiamo che la scelta di sperimentare alleanze, va fatta. A chi non vuole l’accordo storico con il M5S ricordo che, non si governa con avversari politici ma, almeno con chi condivide i fondamenti  di una prospettiva politica. E Zingaretti poi ha spostato l’obiettivo:” Chi combatte il Pd  e cerca di rosicchiare voti, si scava la fossa. Il Pd – ha detto con enfasi  – resterà il pilastro giusto per la risposta alla destra. Ci batteremo per rivedere, il Dl Sicurezza e per approvare “ius soli” e “ius culturae” oltre che la parità di salari, tra lavoratori che svolgono, le stesse mansioni. Chiaramente il segretario Pd si domanda il motivo per il quale il Movimento 5 Stelle, è al governo con il Pd, ma non vuole allearsi con lo stesso partito, per altri enti locali. Una posizione inspiegabile che, difficilmente può essere compresa, dopo la coalizione di governo che vede, nel Cdm, ministri del Pd lavorare insieme a quelli del M5S. Poi nel mirino è entrato, Matteo Renzi, che ha fondato Italia Viva, una formazione con parlamentari usciti dal Pd e che, anche se non si presenteranno alle regionali, ormai prossime… basta la scissione ad indebolire il Pd. Anche se gli elettori capiranno. Uno Zingaretti all’attacco che ha messo dei paletti, senza alcuna trattativa preventiva, con il Movimento. Una dimostrazione di come, per l’appunto, il momento politico che sta vivendo, non solo il Pd, ma la politica in generale, è difficile farla capire.

Vaticano – Francesco a mensa con 1500 poveri sferza gli ipocriti

Il Papa ha partecipato alla mensa  dei poveri, organizzata in San Pietro,  nella III giornata mondiale dedicata agli ultimi. A tavola con il Pontefice erano circa 1500. Francesco ha colto l’occasione per rammentare  che “non va seguito chi  diffonde allarmismi e alimenta la paura dell’altro perchè, la paura paralizza il cuore e la mente. Nella smania di correre – ha proseguito il Papa –  di conquistare tutto e subito dà fastidio chi rimane indietro ed è giudicato scarto: anziani, na scituri, disabili, poveri ritenuti inutili. La bramosia di pochi accresce la povertà di molti. I poveri – ha ripetuto Francesco – sono i portinai del Cielo, ci aprono all’amore. Quando i poveri bussano alla nostra porta non ci devono dare fastidio ma bisogna ascoltare il loro grido di dolore”. Francesco non manca mai all’occasione di rammentare, agli ipocriti o falsi cristiani, qual è la giusta strada da seguire durante la propria esistenza  umana: non basta proclamarsi cristiano e semmai non fare l’elemosina, non donare quello che si può, del tanto che si ha, dal denaro agli indumenti ora invernali a chi non ha come coprirsi dal freddo. fino alla parola di conforto . Così come ha posto l’accento a chi alimenta la paura dell’altro e finisce per paralizzare anche chi vorrebbe donare.