Perugia – L’inchiesta scoperta dal manager: microspie nell’ufficio

Lo scandalo della Sanità a Perugia si va allargando a macchia d’olio, per il lavoro a 360 gradi, della Guardia di Finanza che sta interrogando decine  decine di testimoni che  o tacciono o ammettono superando, un muro di omertà, che non facilità il lavoro degli investigatori. Il procuratore di Perugia Luigi Ficchy ha chiarito, durante una conversazione con i giornalisti che c’è stata una gara a far scoprire l’indagine in corso, sui concorsi pilotati per le assunzioni pilotate, all’ospedale di Perugia. L’inchiesta si è dovuta fermare dopo che nell’ufficio del manager, Emilio Duca, sono state trovate microspie per una bonifica, ordinata, dallo stesso direttore generale. Intanto escono fuori nuovi elementi  che potrebbero essere determinanti, dalle ammissioni che stano scaturendo  dagli interro gatori  dei testi, sentiti dalla Guardia di finanza. Il Procuratore Ficchy, non ha voluti entrare nel merito dell’inchiesta, che ha già provocato vasta risonanza, non solo a Perugia ed in Umbria ma bn oltre. Ma ha trovato il modo di dire che c’è una forte omertà da superare: “La gente parla solo dopo….”. Intanto continua il lavoro intenso, della Guardia di Finanza, e sono decine e decine gli interrogati tra i vincitori dei concorsi, chi li ha persi e quelli che sono stati esclusi. Non mancano, ovviamente, tra gli interrogati di presidenti e  membri delle commissioni. Una storia tutta italiana che si ripete continuamente, nessuna meraviglia, fin quando non sarà cambiata la cultura del Paese il che non avverrà molto facilmente.

Roma – 23 zingari in catene: Casamonica, Spada e Di Silvio

Nessuna tregua ai clan dei Casamonica, Spada e Di Silvio. Questa mattina all’alba 150 carabinieri, del comando provinciale di Roma, coadiuvati da unità cinofile e da personale del reggimento La zio hanno proceduto ad eseguire 23 misure cautelari, tra cui 7 donne, chieste dalla Procura di Roma e rese esecutive dal gip. Gli arrestati sono accusati,  a vario titolo, di estorsione,usura, intestazio ne fittizia di beni, spaccio di stupefacenti, reati aggravati dal metodo mafioso. Questo blitz è la prosecuzione, del blitz di questa estate, denominato ” Gramigna”che portò agli arresti 37 appartenenti ai clan. Operazioni giustissime ma che, agli occhi della pubblica opinione, giungono con un certo ritardo. Qui non si tratta di razzismo o discriminazione razziale. La realtà è che i rom, gli italiani li chiamano zingari, non hanno mai fatto nulla per integrarsi, nonostante i vari tentativi, di Comuni e Stato, non lavorano, non mandano i figli a scuola, vivono in clan per conto loro ma, è noto a chiunque che vivono, soprattutto di spaccio di stupefacenti e usura. Tutto questo è ampiamente provato, compresa la guida di auto senza patente e spesso minacciano anche le  forze dell’ordine. Se tutto questo è noto, cioè le autorità sapevano dei Casamonica, degli Spada e dei Di Silvio non si comprende il perchè si consente, a questa parte della popolazione, non tutti italiani, di commettere una serie di reati ben noti e non si interviene subito, prima che riescano ad accumulare, vere e proprie fortune, che li rende più forti sul territorio. Un’azione preventiva sarebbe molto più comprensibile, della restituzione di beni a cittadini vessati da clan di rom, che vivono di prepotenza mafiosa contro le leggi dello Stato. Intanto, ministro Salvini, chi non è italiano venga rimpatriato e chi è ” connazionale”, sia tenuto sotto stretto controllo ed educato sia all’istruzione e sia al lavoro, semmai aiutato da istruttori regionali o statali. Ma questa malavita, più che nota, va estirpata non tanto con i blitz ma con una più attenta prevenzione.

Roma – Tria al Tg3:” Nessuna patrimoniale nè oggi nè mai”

Il ministro alle Finanze, Tria, ospite dell’Annunziata al Tg 3, ha fornito molte risposte, tutte interessanti, per sgombrare il terreno dai tanti si dice.   Tria ha confermato che Flat Tax è un concetto giusto da lui sempre condiviso. Ha bocciato, senza tentennamenti, la patrimoniale indicata, come soluzione per fare liquidità, del solito Fondo Monetario (lo stesso che ha devastato l’economia della Grecia). Tria ha fatto un ragionamento giustissimo:” Sono molto contrario ad una patrimoniale perchè colpirebbe, il cuore del risparmio italiano, ed avrebbe un effetto devastante su crescita e consumi”. Il ministro ha proseguito con le sue certezze:” Solo a parlarne si danneggia  fortemente  l’economia. Chiunque ha incarichi di governo, stia molto attento a parlare di questo argomento, per evitare di creare allarmismi che vanno evitati”. Quest’anno l’economia accuserà un Pil allo 0,2%  e  ci vorrà, un buon secondo semestre, per raggiungere questo livello e semmai  qualcosa in più”. Le domande che si fanno gli italiani, ed anche  gli investitori esteri è dove il ministro Tria troverà, il denaro necessario, per far fronte ai tanti impegni. Il Premier Conte ha parlato di una buona Spending Review, che il ministro ha evitato, o meglio non ha citato, durante l’intervista televisiva. Ecco, tutti sarebbero più sicuri se il ministro Tria, che ha mostrato carattere e certezze, dica agli italiani, se è sufficiente il denaro disponibile o se ha in mente altri interventi, dopo che ha escluso categoricamente: patrimoniale e tassazione sui conti correnti, nonchè, manovre aggiuntive. Ecco basterebbe chiarire il quadro, di quello che è necessario e le risorse economiche disponibili, per far vivere più tranquillamente i contribuenti e se, anche gli altri ministri, evitassero di passare da una campagna elettorale ad un’altra con parole al vento. Se è possibile Tria, ministro stimato ed apprezzato, cerchi di rasserenare gli italiani e farli tornare a sorridere, cosa che non accade, da molto tempo.