Parma – Ai fattacci avvenuti per mano di ” carabinieri”, risposta decisa ed ampia dei vertici

Quanto accaduto alla caserma dei carabinieri ” Levante” non può fermarsi all’arresto solo dei protagonisti di un fattaccio peggiore di Gomorra. Gli italiani, e non solo loro, sono rimasti prima increduli e poi hanno mostrato lo sdegno per chi ha infangato una divisa onorata. Ma è lecito credere che si tratti della punta di un cancro che è dentro l’Arma ed oltre la stessa. Non è possibile che i colleghi di altre stazioni non sapessero così come il comando provinciale. L’attività di questi farabutti era talmente devastante, negli ambienti degli spacciatori, che bastava un’occhiata per bloccare la catena di tragici e terribili fatti. Bisogna purtroppo capire cosa faceva la catena di comando dei CC  e come è possibile che  finanzieri e poliziotti non sapessero, visto che operano negli stessi ambienti. Parma non è New York ma una città della provincia lombarda dove tutti sanno di tutti. Se davvero nessuno sapesse cosa accadeva, ad opera di questi farabutti, che mi rifiuto di chiamare carabinieri, bisogna preoccuparsi ancora di più. Non era solo un militare ad agire ma un gruppo e preferisco immaginare, da persona che ha elevato un monumento a Salvo d’Acquisto, che c’è stata una sottovalutazione della orribile vicenda capace di sconvolgere gli italiani. Il comandante generale dell’Arma Nistri ha davanti a se la responsabilità di ripulire l’Arma e soprattutto di essere molto attento, come avveniva nel passato, nel reclutamento. Per  provvedimenti, su più vasta scala, non può passare molto tempo per ridare agli italiani certezze durate secoli. Lo chiede la pubblica opinione rimasta di sale per l’accaduto. Tutti attendono le decisioni del comando generale per capire se l’Arma è in buone mani.

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