Roma – Summit M5S: “Salvini? Non credibile!. Sì al Pd cioè a Renzi”

Summit del M5S a Bibbiana Marina. Erano presenti tutti, ad una riunione che segna una svolta alla politica, del Movimento. Ecco chi c’era Di Maio, Grillo,  Casaleggio,Fico, Di Battista, Taverna e i capigruppo di Camera e Senato: Patuanelli e D’Uva. Tutti d’accordo: Salvini non è più interlocutore credibile. Ed è stata giudicato, vergognoso, il tentativo di retromarcia e di dettare condizioni senza alcuna credibilità. Il Summit si è dichiarato dispiaciuto, per il gruppo parlamentare della Lega con il quale è stato fatto un buon lavoro, in questi 14 mesi di governo insieme. Il M5S sarà il 20 agosto prossimo, al fianco del Premier Giuseppe Conte , nell’Aula del Senato, quando verrò discussa la mozione di sfiducia, del vicepremier Salvini. Il M5S con questo summit ha chiuso la porta alla Lega ed ha relegato, il partito di Salvini ma soprattutto il suo leader, tra gli interlocutori non credibili. Una decisione certamente importante, che taglia ogni legame, alla coalizione giallo – verde ma spiana la strada, non al Pd e a Zingaretti, ma all’ex premier Renzi, ed al suo gruppone di circa trenta parlamentari, indispensabili per una coalizione  M5S – Pd. Ma quale? E’ certo che il M5S, non vuole elezioni anticipate, così come Renzi, che sta lavorando ad una nuovo partito di centro sinistra, così come Toti, anche lui, alla ricerca di parlamentari e amministratori locali, per una nuova formazione di destra . Le elezioni non le vuole nemmeno Berlusconi con FI in crescenti difficoltà. Zingaretti è l’unico che insiste:” Sia il popolo a decidere da chi deve essere governato”. Il motivo è semplice fare nuove liste ed eliminare, con una vera purga, tutti i parlamentari che fanno capo a Renzi. Ma dietro l’angolo, ci sono altre minacce, che non vanno sottovalutate: la riduzione di 345 parlamentari che è all’ultima lettura alla Camera, sia pure con un referendum, da indire, con un sì che gli italiani voterebbero al 90%. Cosa faranno i parlamentari che saranno chiamati a votare contro i loro attuali collegi elettorali? E poi, il M5S pensa di ottenere i voti del gruppo renziano, senza pagare dazio? Suvvia la politica è politica ma, non si può certamente dire che tra i grillini e i renziani, ci siano stati buoni rapporti facilmente superabili: il carattere di Matteo Renzi lo conosciamo tutti. Ci saranno giorni roventi, non solo nelle Aule parlamentari e,  il Presidente, della Repubblica, se non ci saranno coalizioni tanto da garantire di governare il Paese con una maggioranza coesa, farà quello che riterrà necessario, nel rispetto della Costituzione: governo tecnico, con Cottarelli o perchè no Draghi, escluderei all momento Flick . Il Capo dello Stato è attento anche alle piccole cose.

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